Anche la legge non aiuta il pane buono

Scritto da Giuseppe Capano il 17 febbraio 2016 – 23:30 -

Vendita pane 318Chiacchierando oggi con il buon amico Fausto mi è venuta in mente un altra particolarità assurda che riguarda il buon pane, quello che volendo ancora si trova se si ha voglia di cercarlo.
Nel circuito dell’alimentazione biologica (che per inciso non è esente da pecche come tutti i canali di produzione e vendita) in genere il pane è molto, molto buono.

Parlo naturalmente di quello fresco realizzato da panifici e forni a legna di medie dimensione discretamente diffusi ad esempio in tutta la zona del veneto con utilizzo di farine di qualità e cicli di lavoro ben calibrati e controllati.
Per me che lavoro tanto a contatto con la galassia della filiera biologica so molto bene che questo pane è di alta qualità e talmente buono che tale rimane per anche oltre 1 settimana.
Il colmo però è che per una legge restrittiva e di tutela del consumatore questo pane, come tutti gli altri, non può essere venduto come fresco nel momento che supera le 24 ore dalla sua produzione.
Come riportano le normative, infatti, la commercializzazione del pane fresco è consentita solo se lo stesso è consumato entro le 24 ore successive alla fabbricazione.
E la vendita oltre tale termine da, sempre secondo la normativa, un’informazione non corretta e reale se non addirittura ingannevole al consumatore, violando di fatto le regole sulla presentazione degli alimenti.
La cosa incredibile è che dopo 4-5 giorni questi pani ben conservati hanno più o meno la stessa fragranza (allo stesso modo di quello che succedeva negli anni passati) di quando sono stati prodotti, ma appunto non si possono vendere se non trovando modi di riciclo e riformulazione.
Per inciso la legge nasce in buona fede per tutelare chi acquista il pane, ma francamente sembra una disciplina nata sulla scia della qualità bassissima della maggior parte del pane in circolazione senza considerare per nulla le produzioni di qualità
E un concetto di pane buono che già di per se dovrebbe far capire come i limiti temporali andrebbero rapportati alla qualità e non generalizzati indiscriminatamente.

Pane bio integrale 518


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