Arance, etica, ambiente

Scritto da Giuseppe Capano il 12 novembre 2012 – 11:51 -

Arancia singola con foglie 318Torno a parlarvi del numero di novembre di Cucina Naturale per segnalarvi un articolo dell’amico e primo storico direttore della rivista Franco Travaglini.
Non posso non citare che con lui abbiamo scritto insieme un eccellente libro, scusate la modestia, la cui valenza alta è in realtà da attribuire proprio a Franco che con grande lungimiranza allora (parliamo di più di 10 anni fa) tracciava una sintesi perfetta del contesto sociale, ambientale, etico e alimentare di una società che ancora adesso ha urgentemente bisogno di cambiare regime per non rischiare il fallimento.

Peccato che non sia stato un libro sostenuto con convinzione e ora praticamente introvabile, ma è un libro a cui penso spesso e di cui credo vi riporterò in prossimi post alcuni illuminanti passaggi.
Tornando all’articolo di novembre è un ottimo racconto di uno studio che ha messo a confronto le arance bio con quelle convenzionali da tanti punti di vista come ad esempio la qualità dei terreni di coltivazione e questo non per qualche mese ma per ben 16 anni.
Sui contenuti esatti naturalmente vi invito ad acquistare o leggere la rivista dove per altro potrete trovare molte altre interessanti notizie, vi riporto solo la frase a maggiore evidenza e ben segnalata nelle pagine, un messaggio credo chiaro e significativo anche per chi del biologico vede solo i lati oscuri.
Esattamente il messaggio dice questo: “La maggior presenza di vitamina C nelle arance biologiche rispetto alle convenzionali è ormai un dato certo, avvalorato da numerosi studi statistici”.
Insomma ormai siamo alla vigilia della vera invasione di arance stagionali Italiane, ricordo che tralasciando qualche eccezione la maggior parte di quelle presenti sul mercato nei mesi e settimane scorse erano di ben altra provenienza, quindi una riflessione sulla loro qualità anche produttiva e non solo organolettica credo vada fatta.
Dal mio punto di vista poi a maggior ragione, la buccia di questo agrume è un ingrediente segreto, nel senso che compare tranquillamente nei testi delle ricette che scrivo ma spesso chi le interpreta e legge non ci si pensa più di tanto, che può totalmente cambiare gusto e equilibrio dei nutrienti in un piatto alleggerendo, togliendo grassi per nulla  raccomandabili, esaltando con poco e semplicità alimenti da valorizzare e far conoscere.
Uso quindi la sua buccia in maniera massiccia e come potrei farlo senza essere certo di una sua buona integrità alimentare?
Domani approfondisco in maniera pratica raccontandovi di una bella ricetta in cui le arance hanno un ruolo decisivo, sia con la buccia che con la polpa.

Arance mercato soverato 518


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2 Commenti per “Arance, etica, ambiente”

  1. Tamara Scrive il nov 13, 2012 | Replica

    buon giorno carissimo Giuseppe, indispensabile come sempre, compro arance bio da quando i bimbi erano piccoli, in inverno vanno a spremute ne bevono ad ogni ora e con la buccia ci faccio la polvere, la secco lentamente e poi la frullo, così la metto dappertutto, oppure le utilizzo fresche, o le faccio candite per i panettoni e i dolci, insomma cerco di non buttarle mai, poi ho l’abitudine di grattare la buccia di un agrume sopra la pasta, su certi condimenti….grazie per i tuoi approfondimenti..buona giornata

  2. Giuseppe Capano Scrive il nov 13, 2012 | Replica

    Buon giorno a te Tamara,
    sei un bell’esempio, bellissimo, di quello che si dovrebbe fare con le arance e con tanti altri frutti.
    Invece di cercare miraggi per rimediare a difetti che difetti non sono, per dimagrire con scorciatoie nefaste, per imbottirsi di integratori nell’illusione di migliorare le proprie prestazioni, è questo che si dovrebbe fare, avere amore per il cibo e usarlo a 360 gradi.
    A presto
    Giuseppe

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