Asparagi selvatici

Scritto da Giuseppe Capano il 8 maggio 2015 – 22:52 -

Bruscandoli 318Parlavo ieri degli asparagi intendendo per abitudine e consuetudine i classici asparagi coltivati, siano essi verdi (probabilmente i più diffusi), bianchi e pregiati come quelli Veneti o viola rosati come alcune varietà esclusive prodotte in piccole nicchie di territorio.
Ad esempio in territorio lombardo gli asparagi Rosa di Mezzago che non portano solo una tonalità di colore particolare, ma anche un aroma e una delicatezza esclusiva.

Ci sono però altre specie di asparagi che crescono allo stato selvatico e si possono raccogliere nei boschi, nelle radure e in generale nelle aree più verdi e rigogliose lontane dai contesti strettamente urbani.
In alcuni casi queste specie appartengono alla stesso ceppo di quelli coltivati, ma spesso sono solo piante lontanamente imparentate al genere “asparagus” e sono indicati con nomi dialettali o locali (il termine veneto bruscandoli è uno tra i più diffusi).
In ogni caso i loro giovani germogli hanno forma esile e stretta, colore verde scuro e gusto penetrante e amarognolo.
Per il consumo è sempre bene sbollentarli per attenuarne l’intensità o se l’intensità per voi non è un problema passarli leggermente a vapore in modo da preservare meglio le qualità nutrizionali.
Sono eccellenti per frittate e torte salate, saltati in padella con olio, aglio e peperoncino per condire paste di semola, come base per il ripieno di ottimi ravioli e moltissimo altro ancora.

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