Ceci legumi polivalenti

Scritto da Giuseppe Capano il 14 ottobre 2015 – 13:26 -

ceci lessati  a cinque 318È abbastanza curioso notare come da sempre l’unico legume da cui si è tratta una farina ad ampio e diffuso uso è il cece pur se nulla avrebbe evitato di macinare e ridurre in farina un qualsiasi altro legume, come i fagioli o le lenticchie ad esempio.
Ci sono esempi di utilizzo della farina di piselli verdi e di fave, in ristretti ambiti anche quella di fagioli, ma nulla è paragonabile ai ceci.

A cui è toccato l’esaltante compito di diventare protagonisti assoluti di molte buone e sane preparazioni della tradizione poi trasportate con le dovute modifiche anche nella moderna cucina di salute, gusto e benessere che personalmente cerco di portare avanti nel migliore dei modi.
Tutto questo meritatamente perché questo legume ha doti davvero straordinarie sia quando intero è semplice lessato diventando base veloce e pratiche per moltissime ricette, sia ancora di più quando diventa farina e per magia attiva le sue funzioni di aggregante e collante naturale.
Tutto questo a un prezzo molto basso e conveniente ed è per questo che consiglio di avere sempre grandi scorte di ceci nelle varie forme possibili: secchi, in scatola, in farina.
Se la versione in scatola può dare da pensare è bene fugare ogni timore perché comprando prodotti di qualità si è certi di  portarsi a casa semplicemente il legume lessato e conservato, piuttosto la differenza la fa quale tipologia di cece in partenza si è usato, per questo conviene indirizzarsi su prodotti di qualità.
La differenza di prezzo è più che sostenibile e accettabile a fronte di un beneficio in termini di qualità e resa maggiori.
Inutile negare comunque che un controllo rigoroso della qualità del legume lo si può avere in particolare se si compra da se la versione secca, si tiene in ammollo almeno 24 ore e si fa lessare per il tempo necessario.
Lasciando stare il bicarbonato per le interazioni a livello nutrizionale da definire e indagare meglio ci sono due modi pratici per avvantaggiarsi nella cottura.
Il primo è meccanico strutturale, si tratta di utilizzare la pentola a pressione che diminuisce fino al 50% i tempi di cottura di un legume che  in ogni caso ha bisogno di tanto tempo per tornare a reidratarsi e ammorbidirsi.
Il secondo è quello di ricorrere all’aiuto di una particolare alga, la kombu, che grazie alle sue sostanze naturali rilasciate in cottura porta a conferire ai ceci una particolare tenerezza e cremosità.
È tuttavia la farina il massimo dell’espressione e della resa dei ceci in cucina basta considerare quella funzione magica che consente di realizzare una frittata a tutti gli effetti senza utilizzare le uova e con risultati che spesso sono superiori e più accattivanti.
Negli ultimi tempi si sta cercando di utilizzare e proporre anche farine di altri legumi ed è nata una nuova linea di pasta secca a base di farine di legumi.
Uno stimolo in più al mercato e una strada che potrebbe essere molto promettente visti i fasti dei ceci.
Che saranno protagonisti nella versione pre lessata della ricetta che prossimamente proporrò sul blog e dopo qualche tempo di un’altra ricetta già pronta dove sarà la loro farina a contribuire al successo del manicaretto!!!

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