Cibo come conforto, ma da solo non basta

Scritto da Giuseppe Capano il 21 febbraio 2015 – 22:19 -

Pasticcini cioccolato 318Leggevo alcune settimane fa di una ricerca condotta in America sul ruolo del cibo come elemento di conforto a 360 gradi, conforto energetico e prima ancora spirituale e consolatore.
Mi è venuto in mente scrivendo ieri il post sulla crema di miglio e broccoletti dove ragionavo proprio sul ruolo del cibo, sul significato che può avere per l’uomo, sugli effetti concreti e sui compiti della cucina.

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Minnesota ha voluto verificare quanto i classici cibi da conforto, per intenderci la cioccolata e tutti i suoi derivati, i biscotti piuttosto che i dessert e i gelati, fossero realmente efficaci rispetto alla convinzione radicata di saper rasserenare mente e corpo inquieti!
Per fare questo è stato chiesto l’aiuto di un centinaio di studenti che presumo senza molto reticenza si sono prestati all’indagine visto il risvolto pratico che andava a toccare, anche se prima di arrivare a ingozzarsi di comfort food gli è toccato vedere per un certo tempo una serie di film tristi in modo da essere nella condizione psicologica desiderata dai ricercatori.
I risultati sono stati ambigui, da un lato si è visto che il cibo non andava oltre un generico conforto non necessariamente efficace, dall’altro si è visto che anche cibi non classificati come comfort food potevano avere lo stesso effetto.
La ricerca non è sicuramente perfetta, un numero di persone coinvolte basso e criteri forse da standardizzare meglio, anche perché altre ricerche precedenti hanno messo in risalto aspetti opposti.
Però penso sia interessante perché mi pare evidente che il cibo nudo e crudo di per se può solo parzialmente aiutare, probabilmente è tutto quello che gli si costruisce attorno a fare la vera differenza.
E con questo torno a ribadire quanto sia importante la cucina e quanto su questo è necessario riflettere meglio!

Buffet dolci 518


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