Cibo, moda, spesso lo stesso sfruttamento sociale

Scritto da Giuseppe Capano il 28 agosto 2016 – 15:58 -

Locandina true cost 318Tornano gli appuntamenti culinari in collaborazione con Mandacarù, la cooperativa del commercio equo e solidale che opera in Trentino dove vivo.
Nei primi mesi dell’anno abbiamo già realizzato tre incontri tutti con molto successo incentrati sull’anno internazionale dei legumi selezionando alcuni piatti rappresentativi di questa categoria di alimenti comprendente cibi che in apparenza non si penserebbe legati ai classici fagioli.

Sono un esempio eclatante le arachidi che istintivamente per moltissimi sono semplice frutta secca come nocciole o mandorle, mentre in realtà appartengono alla famiglia delle leguminose.
In questa occasione la sera del 3 settembre prossimo ci ritroveremo nella cittadina di Mori per presentare il mondo di produzione, le aree ci coltivazione, le problematiche legate all’ambiente e moltissime informazioni in più sui tanti e diversi legumi consumati nel mondo.
L’occhio sarà rivolto soprattutto alle tematiche nobili tipiche del commercio equo che oltre a occuparsi di ambiente e coltivazione responsabile cerca di aiutare nel concreto le persone che vivono di terra e fatica, spesso super sfruttate e emarginate.
Vi segnalo che il giorno prima dello show cooking alle ore 20,30 ci sarà la proiezione del film The True Cost – il vero costo della moda del regista  Andrew Morgan
Girato in diversi Paesi in tutto il mondo, il documentario alterna le immagini delle passerelle più famose al mondo con le immagini dei sobborghi più poveri, dove viene realizzata la gran parte dei capi di abbigliamento presenti sul mercato.
Il film fa aprire gli occhi sull’impatto umano e ambientale dell’industria della moda, guidandoci attraverso numerose interviste ad addetti ai lavori e opinionisti – tra i quali l’eco-stilista Stella McCartney e l’attivista Livia Firth.
Se infatti il prezzo dei capi di abbigliamento – alta moda a parte – è in calo da decenni, i costi umani e ambientali sono cresciuti a dismisura.
Chi paga davvero questo prezzo? Si può creare un futuro migliore, più etico e sostenibile, per la moda?
Non pensate che questo non centri molto con la realtà produttiva e alimentare perché purtroppo lo stesso schema si ripete nella produzione del cibo.
Molto di quello che consumiamo qui da noi pagandolo magari una sciocchezza è costato moltissimo in termini di sacrifici umani e sfruttamento sociale.
Dei piatti che presenterò al corso ne ho già parlato nei mesi scorsi, ma domani traccerò di nuovo le fila del racconto che avverrà sabato 3 settembre!!!

Cade a fagiolo 3-09-2016 518


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