Cremose e buone fave secche

Scritto da Giuseppe Capano il 18 novembre 2016 – 22:14 -

fave-secche-318Nell’anno internazionale dei legumi mi sono accorto di aver parlato poco se non per nulla delle fave, legume interessante nella sua versione fresca quando è abbondante in primavera, ma ancora di più nella forma conservata presente tutto l’anno.
Che è poi quella universalmente utilizzata da tutte le cucine del sud Italia in un contesto di alimentazione popolare in cui tutto ciò che si poteva conservare a lungo senza particolari mezzi tecnologici era quanto di più prezioso si potesse avere in dispensa.

Le fave secche bisogna dirlo con gioa e felicità sono un eccellente legume, in particolare la versione senza buccia esterna che malgrado l’apparente colore giallo sbiadito è estremamente pratica e utile per molte preparazioni in cucina.
E proprio questa che è presente in molte zuppe e salse dove svincolata dal vestito esterno rilascia il suo cuore morbido rende vellutata ogni combinazione tra le tante possibili.
Le virtù non sono solo confinate agli ambiti stretti di cucina, si sommano alle notevoli proprietà nutritive e la tutto sommato bassa quota calorica considerato che fanno parte della famiglia dei legumi.
Un aspetto che potrebbe essere importante per molti malgrado oggi si tenda a non considerare le calorie come elemento centrale di un alimento.
Tra le tante prerogative e effetti benefici abbiamo una spiccata azione di riduzione del colesterolo e un aumento dell’equilibrio dello zucchero ematico nei diabetici.
Caratteristiche comuni un po’ a tutte le leguminose, ma le fave secche senza buccia come ricordavo poco fa hanno il grosso vantaggio di consentire in cucina, più di tutti gli altri legumi, la preparazione di salse, vellutate e minestre di verdura senza la necessità che queste siano rese artificialmente cremose.
È un vantaggio notevole da non sottovalutare, vi consiglio di tenere sempre di scorta delle fave sgusciate secche o delle lenticchie piccole per addensare in maniera vantaggiosa le vostre preparazioni sapendo di arricchirle di sostanze utili al benessere.
Fra cui il Ferro, di cui mi stavo dimenticando, che abbonda nelle fave e contribuisce in maniera determinante al  trasporto dell’ossigeno nel sangue insieme alla formazione dei globuli rossi.
La questione del ferro si lega anche all’unica, purtroppo molto seria, controindicazione sul consumo delle fave che comunemente viene chiamata favismo.
Si tratta di una malattia ereditaria dovuta a un difetto congenito in un enzima normalmente contenuto nei globuli rossi che si manifesta dopo 12-48 ore dall’assunzione del legume e nei casi più gravi può portare alla distruzione di metà dei globuli rossi con conseguenze rilevante sulla salute.
Le zone geografiche in cui si manifesta con maggiore frequenza sono la Sardegna e la Grecia dove si fa molta attenzione alla prevenzione rispetto al consumo anche accidentale in particolare per i piccoli che ne sono afflitti.
Non ho subito con me una ricetta pronta da mettervi come esempio e traccia, ma posso darvi un indicazione d’uso molto utile e semplice.
Dopo aver ammollato per una notte una manciata di fave secche sgusciate per persona cuocetele in semplice acqua e rametti di timo fresco unendo negli ultimi 15 minuti di cottura un poco di funghi secchi spezzettati.
Fate ridurre il fondo di cottura, unite alcuni cucchiai di olio extravergine d’oliva, togliete i rametti di timo cotti e aggiungete delle foglioline fresche nuove, dopo di che frullate finemente trasformando le fave in salsa profumata da usare per condire un buon piatto di pasta preferibilmente integrale!!!

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