Cucinare buoni piatti aiuta molto chi ha problemi di salute

Scritto da Giuseppe Capano il 15 aprile 2018 – 11:37 -

Millefoglie liberty 318Quando 25 anni fa circa mi hanno proposto di scrivere dei libri in collaborazione con autorevoli medici specializzati nelle diverse discipline della salute e in cui affrontare le patologie legate strettamente all’alimentazione ho subito colto la sfida e accettato.
Forse con un po’ di ingenuità quella che con immenso entusiasmo si riesce sempre a esprimere in maniera incisiva quando si è più giovani e pieni di tanta energia e che quindi sa spegnere tanti timori sulle proprie capacità in opere così difficili.

Da allora il percorso è stato lunghissimo e tutt’ora prosegue con successo, i problemi di salute legati all’alimentazione e alla cucina (che ribadisco sono un unica cosa) sono incredibilmente vasti anche in quelle patologie in cui solo in apparenza il cibo ha poco a che fare.
Quando siamo partiti in questo percorso lo scenario era abbastanza desolante devo dire, molte diete date ai pazienti affetti ad esempio da diabete erano di una tristezza infinita e raggiungevano raramente gli scopi prefissati.
Semplicemente un elenco di cosa mangiare e cosa non mangiare (agli occhi di oggi per altro elenco errato in diversi punti) con qualche scialba indicazione di ricetta elementare.
Figuratevi voi a livello di umore e benessere psichico quanto tutto questo potesse fare bene a un paziente già alle prese con privazioni e sofferenze di altro tipo.
Ci siamo rimboccati le mani e prefissati lo scopo di creare e elaborare piatti innanzitutto buoni da mangiare e belli da vedere, ricchi di colori, profumi, varietà di accostamenti.
Tutto questo rispettando le direttive mediche che indicavano, alla luce degli studi più recenti, il cibo con contributi positivi da integrare e quello con contributi negativi da evitare.
A volte pochi grassi e quello migliore in assoluto, l’extravergine d’oliva, a volte limitazioni al sale piuttosto che alle conserve, agli alimenti iper raffinati e così via.
Ma il timone dritto sulla valorizzazione del gusto e della bontà è sempre rimasto saldo nelle nostre mani, il medico bravo e preparato che dava le indicazioni di salute e il cuoco che trovava via via le soluzioni più adatte a rendere più “sopportabile” a tavola l’incombenza della patologia!
Quello che sembrava un lavoro relativamente importante si è, invece, rivelato poi una percorso virtuoso la cui validità è oggi sempre più riconosciuta.
Una recente ricerca condotta nei Paesi Bassi ad esempio mette in risalto quanto una dieta attenta alle sostanze nutrizionali introdotte, al loro metodo di preparazione e alla loro attrattiva emozionale sia determinante per il decorso post infarto.
Se ne parla proprio oggi sul Corriere della Sera nel supplemento salute con un approfondimento interessante e con come sempre vicino una mia ricetta che rispecchia le conclusioni di questa nuova ricerca!!!

Tris di salse liberty 518

Foto © Chef Giuseppe Capano

 


Tags: , , ,
Postato in Alimenti, Cibo, Corriere della Sera, Cucina e salute, Salute | Nessun commento »

Aggiungi un commento