Cucinare con poco, la vera bravura

Scritto da Giuseppe Capano il 10 luglio 2011 – 11:50 -

fagioliniTutto sommato è facile essere grandi cuochi quando si usano materie prime di eccellente qualità, al di la delle proprie possibilità economiche cucinare con un olio o un formaggio selezionato significa di fatto dividere i proprio meriti con tutta l’energia e la bravura di chi con dedizione e amore ha curato la qualità del prodotto a nostra disposizione.

Per me è più avvincente inventare qualcosa di buono da mangiare con i pochi e semplici ingredienti che il caso può metterti a disposizione.
Nel nostro ultimo giorno di soggiorno in agriturismo ci sono arrivati direttamente dagli ospitali contadini uova fresche di gallina, fagiolini dell’orto, profumi di salvia e rosmarino, di nostro avevamo in dispensa 3 patate e olio extravergine d’oliva.

Così anche se nella forma ricorda la precedente frittata è venuto spontaneo mettere insieme tutti questi ingredienti e creare un tortino in padella, un piatto semplice, povero, forse per qualcuno banale, ma vedendo divorarlo avidamente dalla mia bimba, tutto sommato mi è sembrato un risultato più che eccellente.

Clienti come i bambini sono tra i più esigenti e i loro giudizi sinceramente alieni da considerazione “altre”.
Ora la ricetta.

Tortino di fagiolini e patate al profumo di rosmarino e salvia

Tortino di fagiolini e patate al profumo di rosmarino e salvia

Foto Copyright : Chef Giuseppe Capano

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 g di fagiolini verdi,
  • 3 patate,
  • 3 uova,
  • poco latte,
  • buon rosmarino e salvia freschi appena colti,
  • buon olio extravergine d’oliva Toscano mediamente fruttato,
  • sale.

Preparazione:

  1. Mondare i fagiolini scartando le estremità o punte, lavarli e lessarli per oltre 10 minuti in acqua bollente salata in modo da lasciarli molto morbidi e facilmente schiacciabili.
  2. Nel frattempo sbucciare le patate, lavarle e tagliarle in spicchi, scolare i fagiolini con una schiumarola e nella loro acqua lessare le patate per altri 10 minuti circa, scolare anche le patate e conservare l’acqua di cottura per un risotto o una minestra.
  3. Schiacciare con una forchetta sia i fagiolini che le patate riducendoli in piccoli pezzi, sbattere le uova insieme a un pizzico di sale e un poco di latte, unire la verdura e mescolare con cura.
  4. Lavare e asciugare le foglie di salvia e rosmarino riducendoli in piccoli pezzi, scaldare una padella con questi aromi e un poco d’olio d’oliva, aggiungere il composto di uova, coprire con un coperchio e cuocere a calore basso per 10-15 minuti circa scuotendo ogni tanto la padella per non far attaccare al fondo il tortino.
  5. Rivoltarlo su un piatto da portata eliminando parte delle erbe aromatiche, dividere in fette e servire.

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2 Commenti per “Cucinare con poco, la vera bravura”

  1. Giancarlo Randone- Sassari Scrive il nov 15, 2013 | Replica

    Carissimo capano,
    lei non è solo un grande Chef, ma è anche un poeta. Pochissimi sanno scrivere come lei, facendo sentire i profumi, gli ofori e i sapori ed evocando sensazioni di altri tempi. Glielo dico da settantenne, anche se non li dimostro. Sto preparando una guida pratica su questi tempi di crisi e sul risparmio; nel tema risparmio inserirò anche una sezione su come risparmiuare in cucina e citerò lei e le sue semplici ma validissime ricette.
    Complimenti per il suo blog e per la sua classe, che però è unita a quella straordinaria qualità che fa davvero grandi gli uomini: l’umiltà. Saluti cordialissimi e se per caso capita in Sardegna, mi faccia un colpo di telefono. Giancarlo
    347/9166527

  2. Giuseppe Capano Scrive il nov 15, 2013 | Replica

    Caro Giancarlo,
    non posso che ringraziarla profondamente, mi ha fatto un elogio quasi imbarazzante, ma onestamente mi ha fatto un infinito piacere.
    Anche perché arriva da una persona che ha vissuto una vita e lo dico non per rimarcare gli anni ma per esprimere il profondo rispetto verso chi avendo accumulato tanta esperienza personale ha sempre molto da insegnare agli altri.
    Un valore questo che si è perso, purtroppo, e che invece andrebbe rimesso al suo posto, il valore di saper ascoltare chi è stato e ha da raccontare, se il racconto è succo di se e cosparso di verità naturalmente.
    Molto volentieri se passo in Sardegna terrò a portata di rubrica il suo numero.
    Grazie ancora
    Giuseppe

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