Debiti di riconoscenza, un’altra ricetta per Angelo

Scritto da Giuseppe Capano il 5 settembre 2016 – 23:36 -

Spirale di abbracci al profumo di erba cipollina 318Ho scritto più volte questa mia riflessione che continua a rinforzarsi sempre di più man mano che la mia strada in questa vita continua e raccoglie altri frutti di esperienze.
Abbiamo tutti debiti di riconoscenza verso altri, sono persone che abbiamo conosciuto e hanno fatto parte della nostra vita interna abbracciandoci con il loro amore o la semplice presenza.

Una semplicità di spirito che è già tantissimo perché ha voluto dire donare il proprio tempo a noi accarezzandoci con pensieri e atti di consapevolezza.
Ma questi debiti sono ancora più forti verso chi in realtà non abbiamo mai conosciuto malgrado questo sembri un paradosso o per alcuni una sciocchezza.
Sono persone che hanno fatto e portato avanti progetti o sogni in cui dentro di noi sappiamo riconoscerci capendo quanto ne siamo in debito, quanto a loro dobbiamo minimo un pensiero e possibilmente molto di più.
Non importa se lontane, vicine, di popoli diversi, culture particolari, con linguaggi verbali incomprensibili, storie articolate e complesse, con bisogni e sogni in apparenza incapibili, percorsi tortuosi e arditi.
Sentiamo il debito (se ne abbiamo la fortuna) e quindi l’esigenza di dover in qualche modo ripagarlo con qualsiasi cosa siamo in grado di farlo.
Non serve chiedersi il perché, serve fare un gesto che altro non è che un aiuto a noi per continuare a percorrere le strade della vita respirando emozioni e pensieri belli.
Ritorna oggi come ogni anno il mio debito di riconoscenza verso una persona che non ho mai conosciuto di persona da un punto di vista reale, ma evidentemente era in me o io in lui da altri punti di vista e prospettive.
Ritorna il mio omaggio all’uomo Angelo Vassallo, sindaco pescatore e ancora prima persona presente nel suo presente con la consapevolezza del coraggio di chi sa ciò che deve fare e lo ritiene importante a prescindere.
Il mio e un minuscolo omaggio, ma per quanto piccolo è un segno forte e concreto del fallimento misero di chi ne ha voluto la morte.
In questa ricetta mi pare di vedere l’infinito di un incontro tra emozioni di gusto, nella sua semplicità è espressione di molto, vive di particolarità come la non presenza del sale se non quello ricavato dalle arachidi.
Una chicca che ha sorpreso e meravigliato chi ha assaggiato il piatto e mi ha ricordato le meraviglie, ben più importanti, che questo sindaco pescatore ha lasciato al suo popolo e a tutti noi.

 

Spirale di abbracci al profumo di erba cipollina, pane croccante e sale di arachidi

Spirale di abbracci al profumo di erba cipollina 518

Ingredienti per 4 persone:

  • 2-3 fette di pane vecchio,
  • ½ limone,
  • 2 avocadi a mauri ma non troppo morbidi,
  • 4 grandi pomodori cuore di bue,
  • 1 mazzetto di erba cipollina,
  • 50-60 g di arachidi tostate salate,
  • olio extra vergine d’oliva

Preparazione

  1. Tagliare il pane in piccoli cubetti e condirlo con alcuni cucchiai di olio, metterlo in una piccola padella e tostarlo a calore basso per 10 minuti circa mescolandolo spesso.
  2. Spremere il succo del limone, pelare l’avocado e dividerlo a metà, eliminare il nocciole e tagliarlo in sottili fettine bagnandolo subito con il succo del limone.
  3. Lavare i pomodori, tagliarli a metà e poi in fettine, lavare l’erba cipollina e tagliuzzarla finemente con una forbice.
  4. Intercalare nei piatti una fettina di avocado con una di pomodoro formando dei cerchi con un buco centrale dove mettere il pane tostato a mucchietti.
  5. Cospargere le fettine di avocado e pomodoro con l’erba cipollina e unire un poco di olio, tritare le arachidi salate e distribuirle sopra decorando il piatto a piacere.

Tags: , , , ,
Postato in Antipasti, Cibo, cultura e società, Cucina etica, Ricette estive, Ricette senza Glutine, Ricette senza Latticini, Ricette senza Uova, Ricette vegane, Ricordi | Nessun commento »

Aggiungi un commento