Evitare la demenza variando il più possibile il cibo

Scritto da Giuseppe Capano il 24 luglio 2016 – 11:52 -

Pomodori cetrioli 318Ci sono ricerche che rinfrancano e confortano molto chi cerca di portare avanti il suo lavoro legato agli alimenti in maniera passionale, sincera, costruttiva e sociale.
Ad esempio scoprire che chi consuma cibi, ricette, preparazioni o semplici alimenti cercando di essere il più possibile vario e lontano dalla monotonia riceve in cambio un rischio del 44 per cento inferiore, tantissimo, di andare incontro al declino cognitivo dell’età.

Quindi variare la dieta non è solo un presupposto, forse il primo presupposto in assoluto, per mantenersi in salute in generale e prevenire il più possibile le patologie legate al cibo, serve in concreto anche per mantenere sano il cervello evitandone l’invecchiamento precoce.
Ci racconta tutto questo uno studio recente pubblicato su Geriatrics and Gerontology International ad opera di alcuni ricercatori giapponesi.
Analizzando quali erano le mancanze di nutrienti probabili responsabili dell’aumento del rischio di demenza negli anziani (tendenzialmente vitamine C ed E, beta-carotene, acidi grassi omega 3) hanno voluto confrontare questo deficit con la tendenza e consumare sempre pochi e unici cibi.
Trovando relazioni molto strette in questo senso a conferma di come l’alimentazione ha un ruolo strategico e importantissimo sempre, da quando si nasce e bisogna costruire le basi per un futuro in salute a quando si sono superati parecchi decenni e bisogna limitare i danni dell’invecchiamento.
Tutto questo è ben spiegato oggi sul supplemento salute del Corriere della Sera dove accompagna il tutto una mia ricetta che mette insieme elementi crudi e cotti in un piatto ricchissimo di ortaggi con un ruolo importante delle erbe aromatiche e del condimento.
Naturalmente il re dei condimenti, l’olio extravergine d’oliva!!!
Ricetta che domani poi illustrerò nei dettagli qui sul blog.

Fagiolini zucchine 518


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