Fave un tesoro di legume

Scritto da Giuseppe Capano il 30 luglio 2011 – 09:20 -

Libro cancroLe fave secche sono un eccellente legume, in particolare la versione senza buccia esterna che malgrado l’apparente colore giallo sbiadito è estremamente pratica e utile per molte preparazioni in cucina.
A questo dobbiamo aggiungere le loro notevoli proprietà nutritive e la tutto sommato bassa quota calorica considerato che fanno parte della famiglia dei legumi.
Tante le virtù e gli effetti benefici fra cui una spiccata azione di riduzione del colesterolo e un aumento dell’equilibrio dello zucchero ematico nei diabetici, senza dimenticare gli effetti di protezione da molti tipi di cancro.

Queste caratteristiche sono comuni un po’ a tutte le leguminose, ma le fave secche senza buccia hanno il grosso vantaggio di consentire in cucina, più di tutti gli altri legumi, la preparazione di salse, vellutate e minestre di verdura senza la necessità che queste siano rese artificialmente cremose.

Per meglio dire senza la necessità di prevedere quei grassi animali, fra tutti la panna, che in apparenza possono sembrare indispensabili per ottenere questo tipo di effetto.

Per passare al pratico il post di oggi vuole raccontarvi una ricetta, tratta dal libro “Prevenire il cancro a tavola” scritto in tandem con Bruno Brigo, che si presta molti usi. Non solo quello originario di crema in forma di primo piatto, ma anche di salsa che accompagna pinzimoni di fresca verdura stagionale, crema per crostini, bruschette e piadine, condimento di paste fresche.

Per tutte queste varianti basterà modulare la densità, ma in tutti i casi raccomando di accompagnarla sempre da buoni, maturi e profumati pomodori d’estate.

Vellutata di fave con cipollotti allo zenzero e pomodori

Vellutata di fave e pomodori blog

Foto Copyright : Chef Giuseppe Capano

Ingredienti per 4 persone

 

  • 150 g di fave bianche secche sgusciate messe a bagno dal giorno prima,
  • 1 patata media a pasta bianca,
  • 1 cucchiaino abbondante di zenzero fresco grattugiato,
  • 3 cipollotti freschi,
  • 4 pomodori ramati medi e maturi,
  • 1 mazzetto piccolo di basilico,
  • coriandolo in grani,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale.

Preparazione

 

  1. Scolare e sciacquare le fave, metterle in una pentola a pressione insieme alla patata sbucciata, lavata e tagliata a pezzettoni.
  2. Aggiungere 750 ml circa d’acqua, portare a ebollizione il tutto eliminando l’eventuale schiuma formatasi nel frattempo, salare leggermente, chiudere ermeticamente con il coperchio, abbassare la fiamma e dal momento del sibilo cuocere per 25 minuti circa.
  3. Nel frattempo preparare lo zenzero grattugiato, mondare e lavare bene i cipollotti conservando gran parte delle sommità verdi e affettarli finemente, rosolarli a calore medio basso in una padella dal fondo spesso per 10 minuti abbondanti insieme allo zenzero, 4 cucchiai di olio e un pizzico di sale.
  4. Lavare i pomodori, pelarli, dividerli a metà e eliminare completamente i semi interni, tagliarli a dadini e condirli con un pizzico di sale, una macinata di coriandolo e il basilico lavato, asciugato, sfogliato e spezzettato finemente.
  5. Lasciare calare la pressione, aprire con attenzione la pentola e aggiungere il soffritto di cipollotti alle fave, cuocere per altri 5 minuti e frullare finemente la minestra in modo da ottenere una crema semi densa da equilibrare eventualmente con altra acqua e regolare di sale.
  6. Distribuire la crema nei piatti, mettere nel mezzo i pomodori a dadini e servirla sia calda che tiepido fredda.

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2 Commenti per “Fave un tesoro di legume”

  1. Nadir Scrive il dic 17, 2011 | Replica

    Adoro le fave, le ho riscoperte da qualche anno e fanno capolino spesso sulla mia tavola, ultimamente per riutilizzare gli avanzi del “full” le ho unite in zuppa con verza e avena, un sapore che mi ha piacevolmente sorpreso, e che replicherò presto.

  2. Giuseppe Capano Scrive il dic 17, 2011 | Replica

    Bene, ne fai un uso ottimale e intelligente, con le fave e i legumi in generale si possono fare ricette molto buone e succulente, peccato che per la maggior parte delle persone hanno una brutta nomea, del tutto immeritata.

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