Foreste di alloro

Scritto da Giuseppe Capano il 10 gennaio 2015 – 11:50 -

Alloro foglia 318Malgrado faccia attivamente questo lavoro amo seguire molte altre cose che con questo lavoro ufficialmente non hanno nulla a che fare, ho sempre pensato (forse sbagliando) che per essere bravi nel proprio mestiere occorre guardare alle altre cose della vita e interessarsene almeno un po’.
Ecco si magari non a tutte anche perché allora bisognerebbe vivere 10 vite, però ci sono sicuramente per chiunque quelle cose che appassionano e con le quali si trova un feeling immediato, che portano amore pur non essendolo di per se, serenità introspettiva e una visione globale che aumenta a dismisura la potenza dei sensi e la capacità di capire molti aspetti difficili della vita.

Almeno per me questo mi ha portato enormemente ad aumentare le mie capacità in cucina perché osservando il resto ho capito perfettamente i meccanismi di un unione di cibi che prima mi sfuggivano e ho intuito nuovi collegamenti tra sostanze in apparenza non collegabili.
Più semplicemente spesso le suggestioni di un visione, un racconto, una lettura, un confronto umano con altri hanno dato il via a una ricerca di un piatto che di queste esperienze ne sappia interpretare l’essenza.
Così ieri mi è capitato di leggere la rivista ufficiale del CAI l’associazione di montagna a cui sono legato da più di venti anni avendo nel sangue mio una passione viscerale per questo ambiente naturale, non a caso ci vivo malgrado questo comporti anche alcuni svantaggi professionali.
La rivista si chiama Montagne 360 e devo dire che diventa sempre più bella e interessante, nella rubrica intitolata “Le montagne dallo spazio” (quanto di più lontano dal mio lavoro!?) ho avuto una folgorazione suggestiva rispetto a un erba aromatica che amo moltissimo.
Nella didascalia che accompagna le belle foto si parla del Mare d’Alboràn la parte più occidentale del Mediterraneo, per intenderci le terre che ruotano intorno allo Stretto di Gibilterra, le coste africane e i monti del Rif.
Per dare dei riferimenti più conosciuti nella stessa zona si trova la Sierra Nevada, Malaga e Granada, una regione nel complesso ad altissima biodiversità con centinai di specie endemiche e la sopravvivenza di ecosistemi relitti.
Fra questi le foreste di alloro che ricoprono le vallate più umide.
Appena letto ho avuto nella mia mente una visione pazzesca di queste foreste dove nell’aria si è inondati dal profumo magico di questa forte e tenace pianta dalle verdi e aromatiche foglie che in cucina sono una risorsa indispensabile per tante preparazioni.
Deve essere pazzesco camminare in questa foresta, vedere migliaia di alberi di alloro, dialogare con loro, raccogliere i segreti delle loro foglie, ricevere suggestioni per i futuri abbinamenti tra cibo, cultura umana e ambiente.
Sono andato a dormire con questa visione ed è stata una sublime sensazione!!!
Ovviamente mi toccherà sperimentare presto ricette con protagonista l’alloro!!!

Alloro rami 518


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