Gli affascinanti spaccasassi

Scritto da Giuseppe Capano il 23 maggio 2017 – 19:29 -

Spacasassi sottolio 318Visitando la fiera Tuttofood alcune settimane fa a Milano ho avuto il piacere di incontrare un caro amico produttore di un eccellente olio d’oliva che ho usato e credo userò a lungo in alcune delle mie ricette, quelle in cui l’olio è determinante per la riuscita finale.
Potrei aggiungere praticamente tutte visto che la base è quasi sempre un condimento grasso di qualità anche se spesso in quantità minime per non compromettere troppo il profilo nutrizionale, in ogni caso iniziare con un olio di qualità significa essere già a metà dell’opera!

In questo piacevole incontro ho conosciuto un appassionato di chicche del territorio che vive e porta avanti la sua attività nella stessa zona del produttore di olio focalizzandosi soprattutto su un erba che personalmente conosco poco e che vorrei invece fare mia.
Si tratta dei spaccasassi chiamati così secondo la tradizione del territorio e che altro non sono se non il finocchio marino o erba di San Pietro, pianta caratteristica della zona del Conero e profondamente radicata nella tradizione culinaria locale.
Ovviamente non cresce solo qui, questa pianta aromatica spontanea è diffusa lungo le coste mediterranee e del nord Europa e per molti secoli, fino a circa la fine dell’Ottocento, è stata molto apprezzata e commercializzata in tutta Europa.
Tanto diffusa che il grande Shakespeare ne fece menzione nel suo Re Lear: «A mezzacosta sta aggrappato un uomo,
sta raccogliendo finocchio marino… Terribile mestiere!»
Uno dei motivi della sua diffusione era la ricchezza di vitamina C che per chi doveva navigare per mesi e mesi lontano dalla terra ferma era un valido aiuto per la prevenzione dello scorbuto.
Purtroppo nel corso del tempo la raccolta indiscriminata ne ha determinato la scomparsa in diverse aree geografiche, tanto che attualmente in alcune zone d’Italia e d’Europa, tra le quali il Parco regionale del Conero, è annoverato tra le specie vegetali protette.
Così a questo giovane e simpatico appassionato è venuto in mente di riabilitare questa particolare erba spontanea facendo un accordo con il Parco regionale del Conero che ha concesso alcune delle sue aree per curare una coltivazione guidata e favorirne di nuovo la conoscenza.
Il risultato sono gli spaccasassi sottolio pronti all’uso e al consumo, come mi spiegava con entusiasmo sono succulente foglie che evocano i sentori del finocchio, del limone e della carota e nascondono preziose virtù nutrizionali.
In particolare la presenza di vitamine in abbondanza anche dopo il trattamento, carotenoidi, flavonoidi e altre sostanze benefiche per la nostra salute fisica.
Ora spetta a me assaggiarli e capire a quali abbinamenti di ricette questa curiosa erba potrebbe portarmi per poi realizzare almeno qualche ricetta da donarvi qui sul blog.

Spacasassi sottolio 518


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