Gli alimenti veleni non esistono

Scritto da Giuseppe Capano il 23 agosto 2012 – 16:25 -

Risentendo per un progetto di lavoro una delle più grandi autorità in fatto di panificazione e di tutto il mondo alimentare ad essa collegata ho ritrovato nelle sue parole preoccupazioni su aspetti della comunicazione alimentare che mi sono molto vicini.
Mi segnalava di un sito e di un articolo in particolare che con tranquillo e spudorato allarmismo mette in croce un alimento a prescindere da tante cose di non poca importanza.

In realtà un allarmismo prevalentemente solo nel titolo visto che a leggere bene dichiarazioni e fonti il succo della questione è ben diverso, ma i danni di questi titoli sono sempre devastanti per l’ignaro conoscitore di faccende alimentari.
Del resto cosa si potrebbe pensare leggendo parte della prima frase che perentoriamente afferma: “La farina 00 è nociva……………….un vero e proprio pericolo per la salute umana.”
Presumibilmente che tutta la farina di quel tipo presente in casa sia da buttare via, che nello scrivere ricette io sia uno scellerato e sconsiderato professionista, che ci sia una moria diffusa di persone in corso.
La realtà è che la questione è molto diversa, un conto è dire che le farine raffinate e le sostanze raffinate in genere devono essere consumate con prudenza e limitatamente viste le interazioni e conseguenze che possono avere sull’organismo umano, soprattutto per alcuni individui (non pochi per la verità) già soggetti ad alterazioni metaboliche varie.
Un conto è affermare che un alimento sia un veleno sempre e comunque, la mia opinione è che questa sia una falsità, i veleni sono cosa ben precisa e studiata con effetti tangibili e non ipotetici.
Sugli alimenti le certezze assolute sono ancora circoscritte vista la massa enorme di interazioni e variabili che ci possono essere e la storia umana moderna è troppo breve per poter affermare che la causa di determinate patologie si possa attribuire certamente a precise sostanze ingerite.
Per questo inviterei chi comunica e scrive a una prudenza maggiore, l’articolo in se fa affermazioni di buon senso e fornisce consigli che io stesso darei, ma sono informazioni che si perdono subito dietro il puro allarmismo e sensazionalismo fine a se stesso.
Per cui limitate al minimo tutti gli alimenti raffinati, ma non pensateli come veleni, ad esempio a volte in cucina sono essenziali per poter arrivare al fine di nutrire con saggezza il corpo e la mente.
E la mente con tutto il suo carico di interazioni culturali, sociali, tradizionali, psicologiche, storiche, emozionali, relazionali viene spesso del tutto ignorata da chi scrive di alimentazione.
Una ricetta è molto di più di un’aggregazione di ingredienti che vanno scelti con il criterio migliore dal punto di vista salutistico, come fosse l’unica cosa da tenere in considerazione.
Questo è il vero nodo cruciale che molti non hanno ancora compreso, quello che porta al fallimento delle più nobili intenzioni divulgative.


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Postato in Cibo, cultura e società, Mondo alimentare | 12 Commenti »


12 Commenti per “Gli alimenti veleni non esistono”

  1. Chiara Scrive il ago 23, 2012 | Replica

    Bellissimo post! Ottime riflessioni che condivido pienamente!
    Grazie, Chiara

  2. Giuseppe Capano Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Grazie Chiara,
    spero piaccia e poi faccia riflettere molte persone, intanto mi tengo stretto il tuo apprezzamento!
    A presto
    Giuseppe

  3. Simona Lauri Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Grazie Giuseppe per questo meraviglioso post. Io molte volte mi chiedo se… i giornalisti sono consapevoli delle affermazioni che fanno o lo fanno apposta per “vendere”? Alcuni di loro con insistenza e poca educazione ti fanno dire quello che vogliono sentirsi dire per fare “odiens”. Un articolo cosi è puro terrorismo mediatico anche se contiene verità. E’ anche vero però che la bibliografia citata nello stesso, ora inizia ad essere rivista da attrettanti studi che incominciano proprio a fare qualche distinguo. Personalmente preferisco consumare una tipo OO, O, 1, 2, lavorate con metodo indiretto, piuttosto che una farina intera con crusche “avvelenate” da insetticidi, fitofarmaci ecc. e di cui non conosco la provenienza. Con l’immensa stima che sai. Simona

  4. Simona Lauri Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    A dimenticavo di citare i tags all’articolo:
    Tags: farina farina integrale farina manitoba tumori
    Ciao ciao

  5. Barbara Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Però mi permetto di fare un piccolo appunto al tuo articolo: non si può raffrontare nè discutere dell’articolo che citi semplicemente perchè ne citi una estrapolazione, nondimeno credo sia corretto quando si cita qualcosa e/o qualcuno, mettere il link di riferimento per dare la possibilità a chi ti legge di farsi una propria idea della cosa, oltre che ascoltare il tuo parere.
    Ti chiederei di completare il tuo articolo con il riferimento che citi e con quello della autorità in materia di panificazione.

    Per farti un esempio pratico: non credo ti piacerebbe imbatterti in un blog che parla apertamente di una cosa che hai scritto tu, senza citare la fonte nè dire che si parla di te e quindi senza darti la possibilità di chiarire (se ti va) la tua posizione.

    Altrimenti prendi l’argomento alla larga senza citare nessuno, o lo dici in generale tipo “nel web ci sono pareri contrastanti, questo è il mio..” ecc.
    Scusa se ti sembro pignola e scocciatrice, e spero davvero che non prenderai male il mio intervento, ma credo che sia corretto sempre e comunque linkare chi si cita e che ti ha dato la base per fare un articolo.

    PS: no, non sono io ovviamente che l’ho scritto se qualcuno se lo chiede, e non è una mia amica/amico, non so chi sia, è che difendo la Netiquette da che frequento la blogosfera :)
    Barbara

  6. Giuseppe Capano Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Buongiorno Barbara, nessun problema figurati, per quanto mi riguarda non sei ne pignola ne scocciatrice e ogni osservazione è sempre opportuna e benvenuta.
    Fai anche più che bene a difendere la Netiquette, ma il mio non era un post contro qualcuno, l’articolo era uno spunto per fare riflettere su alcuni aspetti del mondo alimentare e comunicativo. Avrei potuto prendere spunto da tanti altri articoli, purtroppo.
    Ti rispondo privatamente mandandoti il link visto il tuo interesse e altrettanto farò con tutti quelli che me lo chiederanno, ma personalmente non ho intenzione di dare altra pubblica visibilità ad articoli così come neanche mettere gratuitamente in cattiva luce chi lo ha scritto.
    Forse sbaglio e me ne scuso, ma questo è il mio pensiero intimo.
    Per quanto riguarda l’autorità non è altro che Simona Lauri, forse poco conosciuta al grande pubblico, ma nel suo settore, in particolare nell’ambito delle farine e della panificazione, un professionista di eccellenza. Almeno questo è il mio parere.
    Grazie molte del tuo intervento e a presto
    Giuseppe

  7. Barbara Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Grazie sei come sempre gentilissimo!!!!!! Lo leggo volentieri e comprendo il tuo non voler pubblicizzare un pensiero che hai tranquillamente discusso :D

  8. Giuseppe Capano Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Ciao Simona,
    grazie del tuo commento, come vedi è un argomento che interessa e se non altro può servire a far riflettere maggiormente anche chi la pensa diversamente, il mondo si arricchisce proprio per le opinioni diverse che ci sono. L’importante sarebbe rimanere sempre nell’ambito della giusta e approfondita conoscenza della materia che si tratta, ma così sembra che spesso non sia.
    I tags che hai messo successivamente purtroppo non linkano a nulla, se questa era la tua intenzione.
    A presto
    Giuseppe

  9. Simona Lauri Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Ciao Giuseppe. In effetti ho riportato i tags solo per far capire come alla parola farina, farina integrale, manitoba sia associata la parola tumore. In effetti è questo che non ritengo giusto. Ribadisco che l’articolo contiene verità ed è solo il modo in cui è stato scritto ed i tags che ha utilizzato la giornalista a suscitare la mia personale indignazione. Non sono nessuno, solo un semplice panificatore che ama il proprio mestiere, la sana cucina naturale e difende la corretta informazione. Un saluto

  10. Giuseppe Capano Scrive il ago 24, 2012 | Replica

    Ciao Simona,
    come posso dire, se tu dici di essere nessuno io praticamente allora non esisto!!! Scherzo un po’, per chi non ti conosce e legge ribadisco che sei un autorità in questo campo, me ne prendo la responsabilità!!
    Sui tags non avevo ben compreso, scusami, ora è chiaro e non posso che condividere pienamente.
    E capisco molto anche l’indignazione che per fortuna è sempre un sentimento sano di cui dobbiamo fare tesoro e non aver paura di mostrare.
    Con stima.
    Giuseppe

  11. Michele Tuveri Scrive il ago 28, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, sai gia’ che concordo con il tuo post: qualunque alimento e’ mio amico se ho voglia di conoscerlo. Peccato che si abbocchi così facilmente all’amo del “qualcosa” mostrato come nemico (e non vale soltanto con gli alimenti). A proposito di farina, ho seguito il tuo consiglio e me la preparo con un mulino elettrico. Scopro che e’ buona, naturalmente, e so che e’ ovviamente integrale come le farine commerciali non possono essere (e da cereali biologici nazionali), ma non avevo pensato che sarei stato così contento di macinarne al bisogno la dose che serve, come si spilla il vino dalla botte.
    A presto
    michele

  12. Giuseppe Capano Scrive il ago 28, 2012 | Replica

    Ciao Michele e bentornato,
    il tuo è un ottimo esempio di come rispondere saggiamente con i fatti a quanti fanno allarmismi solo per secondi fini (posso dirti ad esempio che in quel articolo il secondo fine era pubblicità, più o meno occulta, travestita da informazione).
    Bello anche il paragone che fai con il vino che si spilla, devo confessarti che io non riesco a essere così bravo come te nella costanza di macinarmi i cereali privatamente essendo quasi sempre via per lavoro, ma quando riesco e mi capita confermo che è un piacere unico.
    A presto
    Giuseppe

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