Gustare con sale in zucca

Scritto da Giuseppe Capano il 17 agosto 2011 – 12:27 -

Pane toscanoCon una certa frequenza e direi in maniera opportuna si diffondono studi, notizie e ricerche che mettono in risalto i danni portati dall’eccesso di sale nell’alimentazione, così in Italia oltre a esserci sempre più obesi si consumano quantità di sale enormi, tanto da svettare tra i primi paesi in questa non invidiabile classifica.
A leggere la media del consumo pro capite, una cosa come 10,8 grammi al giorno cioè un enormità rispetto ai bisogni reali, c’è da rimanere stupiti, ma ancora più sconcertati si rimane ad apprendere come solo il 20% del sale assunto è da imputare al lavoro in cucina tramite il condimento delle pietanze cucinate e crude, il resto si assimila attraverso i cibi pronti di vario tipo comprati sul mercato.

A cominciare dai dolci dove il sale raramente ha una reale funzione di miglioramento giustificabile in qualche modo, ma certo un po’ tutto quello che compriamo confezionato è ammantato da questi granuli bianchi il cui unico pregio è la naturalità, nel senso che non sono frutto di altre manipolazioni industriali.
Che fare? Intanto comprare il meno possibile cibi pronti e rimettersi in testa che il tempo passato in cucina non è “sprecare il proprio tempo”, ma voler bene a se e agli altri, per cui forse è il caso di “sacrificare” il tempo passato davanti a un televisore, un computer, un telefono, ecc, per dedicarlo alla cura della salute in cucina.
Tra i fornelli gli espedienti per usare meno sale sono tanti e magari li elencheremo in futuri post, il primo passo è cominciare a usarne meno e lasciare venire fuori meglio il sapore originario dei cibi.
Beninteso il sale non è un veleno come ho visto maldestramente scritto nel comunicato stampa che ha dato il via a questa mia riflessione, demonizzare un alimento è sempre controproducente al fine della corretta educazione alimentare e purtroppo chi scrive spesso di alimentazione non sa nulla o peggio pensa di saperlo.
Comunque non tutto ciò che si compra è intriso di eccessivo sale, un esempio classico è l’ottimo pane toscano, qui la lavorazione e le farine usate consentono di usarne una quantità piccolissima o nulla, il primo impatto può essere “difficile”, ma ci si abitua con facilità e si torna ad apprezzare meglio il gusto del cereale di origine.
Promesso domani faccio un post su un primo espediente per aiutare la riduzione del sale in cucina.

sale


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