I benefici della frutta non si sostituiscono con i succhi pronti

Scritto da Giuseppe Capano il 12 novembre 2014 – 02:30 -

Mandaranci 318Fra non molto si celebrerà la giornata mondiale del diabete con tutta una serie di iniziative che andranno oltre il giorno stesso e di cui vedrò di scrivere un apposito post in concomitanza con la giornata.
Ma del diabete leggo e mi confronto spesso con tante notizie, studi, ricerche, scoperte e aggiornamenti, una sana abitudine nata da quando ho scritto il libro sul diabete e con questa patologia ho cominciato a confrontarmi anche in cucina.

Uno degli alimenti che di primo acchito sembra non si possa consumare come prima è la frutta per via delle dosi di zuccheri naturali che contiene, una convinzione errata che continua a fare danni a livello di nutrizione giornaliera, ma di cui c’è un risvolto ancora peggiore dato dalla deformazione del mercato alimentare attuale.
Un importante studio, infatti, smentisce in maniera molto chiara chi sostiene come possa bastare assimilare i surrogati delle sostanze naturali per usufruire dei loro riconosciuti benefici sulla salute.
Dagli integratori di Vitamine e Sali Minerali, realmente utili solo in casi circoscritti, fino ad arrivare ai lavorati industriali e ai succhi di frutta che paradossalmente, come racconta lo studio appena pubblicato, hanno un effetto opposto e pericoloso.
E lo scopo della ricerca era proprio questo, ovvero verificare se si potevano mettere sullo stesso piano di positività nutrizionale e preventiva il consumo di frutta integra al naturale con quello dei succhi comodamente belli e pronti all’uso.
In particolare accertando l’influenza che una scelta rispetto all’altra poteva avere sull’insorgenza o aggravamento del diabete di tipo 2.
Pubblicato sul British Medical Journal (BMJ, per ogni riferimento andate qui) lo studio è stato portato avanti da un team di ricercatori del Regno Unito, degli Usa e di Singapore e ha coinvolto centinaia di migliaia di persone selezionate in base allo stato di salute escludendo a priori chi presentava già diagnosi di diabete, malattie cardiovascolari o cancro.
L’attenzione è stata posta sul consumo di 10 tipologie di frutta al naturale (mele, uva, pesche, pere, mirtilli, agrumi, ecc)  rispetto ai succhi di frutta più diffusi e in buona parte surrogati della frutta naturale esaminata.
All’osservazione sul consumo sono stati incrociati i dati sul tipo di dieta complessiva seguita, sulle abitudini e sugli stili alimentari e sul tipo di malattie insorte, con un particolare occhio di riguardo al diabete.
Alla fine della ricerca si è visto che le persone abituate a mangiare almeno tre porzioni a settimana di frutta al naturale come mirtilli, uva, mele e pere erano in grado di circoscrivere al minimo e ridurre (fino al 7%) il pericolo di incorrere nel diabete di tipo 2, mentre chi al contrario consumava prevalentemente succhi di frutta aveva un aumento medio del rischio del 6,5%.
Una conclusione su cui riflettere molto, per prendere consapevolezza di come negli alimenti al naturale vi siano evidentemente ancora tante cose da scoprire e tanti segreti intimi da svelare.
Una ricchezza del dentro non trovabile in lavorati e estratti, una ricchezza che solo con una buona alimentazione e una buona cucina possiamo assicurarci.

Pera singola 518


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