Il buon sonno dipende dal cibo

Scritto da Giuseppe Capano il 6 aprile 2017 – 18:14 -

Noci 318 bisOggi ho rilasciato una piccola intervista a una simpatica emittente universitaria, RunRadio, all’interno della loro rubrica “Cucina” che aveva come motto di fondo “Aprile dolce dormire” con tutti i risvolti del caso compresa la dieta e l’appendice pratica della cucina.
È stato un intervento molto veloce che ha riguardato in particolare il rapporto tra il cibo consumato, la sua trasformazione in cucina e la qualità del sonno notturno che come è facile intuire è fortemente condizionato da ciò che si consuma.

Come scrivevo già tempo fa è provato che tra gli alimenti che principalmente possono portare ad avere sonni agitati o non sereni ci sono il formaggio, il cioccolato, le spezie e la carne.
In particolare sembra che la frequente mal tolleranza dei latticini in generale sia un elemento che gioca un ruolo primario, anche se come sempre gli effetti sono quanto mai soggettivi.
Al di la dei cibi in se non dobbiamo dimenticare però che un ruolo importante è da attribuire ai metodi di cottura scelti, la trasformazione del cibo può avvenire, infatti, in tanti modi diversi e ognuno ha precise interazioni con essi.
È quindi spesso la cucina l’ago della bilancia rispetto alla qualità di ciò che si consuma, per quanto possiamo scegliere cibi di partenza favorenti il buon sonno la loro trasformazione con dosi eccessive di grassi magari anche a temperature elevate può vanificare del tutto gli apporti positivi di partenza.
Ci sono comunque sostanze contenute nei cibi che rispetto al sonno hanno un influenza particolarmente favorevole, si tratta in particolare della vitamina D, dei più volte citati omega 3 e dell’acido alfa linolenico.
Sostanze che abbondano nel pesce e per questo spesso lo si vede raccomandare all’interno della dieta come fosse l’unica fonte possibile.
Dimenticando che gli omega 3 e l’acido alfa linolenico ad esempio, sono in realtà presenti anche nei vegetali, come le iper salutari noci (mi raccomando in guscio da aprire solo al momento dell’uso) e gli altrettanto potenti semi di lino insieme al loro prezioso olio.
Come usarli all’atto pratico?
Entrambi vanno per così dire attivati solo all’ultimo momento, le noci come ricordato sgusciandole di volta in volta in modo che il guscio esterno ne protegga al massimo le qualità organolettiche, i semi di lino macinandoli sempre poco prima dell’uso utilizzando per praticità un comune macinapepe.
Potete aggiungere entrambi alle insalate miste di ogni tipo, a tutti i cereali in chicchi, come bella guarnizione nelle zuppe e nelle vellutate, per accompagnare frittate e in molti dessert di frutta fresca.
Così oltre a gustare al meglio i vostri piatti sarete certi di favorire il buon sonno successivo assicurandovi inoltre una forte protezione preventiva nei confronti di molte patologie moderne, in testa quelle cardiovascolari, ipertensione, colesterolo e diabete!!!

Semi di lino


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