Il destino dei brutti

Scritto da Giuseppe Capano il 20 marzo 2017 – 23:23 -

Asparagi curvi 318Non è solo una questione di dinamiche sociali umane, il lato estetico e le categorie di belli e brutti condiziona e influenza anche i frutti della terra o per meglio dire il loro destino commerciale finale.
Così le regole vogliono che sui banchi del mercato compaiano solo frutti e ortaggi di una determinata pezzatura, forma, peso, rotondità, colore, uniformità, calibro, lo standard estetico deve essere ben preciso, tutto quello che a questo standard non corrisponde viene eliminato o destinato ad altro.

È il destino dei brutti potremmo dire come gli asparagi che vedete in foto donatemi dai precoci produttori che quest’anno si stanno dando da fare con un certo anticipo.
La loro deformazione ufficiale, malgrado io li trovi particolarmente belli in realtà, li ha esclusi dai mazzi di asparagi destinati alla vendita, dritti quasi perfetti, lunghi quanto serve, dello stesso calibro.
Loro sono i belli, quelli nelle mie mani i brutti, nulla conta il reale sapore, la fragranza dei tessuti, la resa reale in cucina, gli aromi che possono portare in più, il gioco delle forme che possono ispirare.
Succede con tutto il mondo dei prodotti agricoli soggiogati ai diktat e ai capricci del mercato con un consumatore finale che quando va bene è inerme, altrimenti è caduto nella rete e sollecita esso stesso l’uniformità delle apparenze.
Tutto a discapito di chi produce e di chi con la terra ci vive e ne conosce in profondità le mille sfumature, chi ancora a fatica riesce ad abituarsi agli standard.
Ma come si fa a non cogliere e capire la fortuna di avere la diversità a propria disposizione, come sia occasione di nuovi spunti, nuovi orizzonti, nuove aperture, intuizioni, abbinamenti e collegamenti?
Una fortuna che io ho fatto ben attenzione a non farmi scappare realizzando con questi “deformi” asparagi alcuni manicaretti, uno dei quali vi presenterò proprio domani!!!

Asparagi curvi 518


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