Il fritto ironicamente raccontato

Scritto da Giuseppe Capano il 11 febbraio 2013 – 13:36 -

Copertina friggere bene 518Uno degli interventi più divertenti e scanzonati nel corso del recente festival sull’olio tenuto a Milano mi ha visto coinvolto per parlare in maniera gioiosa della tecnica di cottura più demonizzata in assoluto.
Protagonista dell’intervento è stato Pierpaolo Lala che ha scritto un libro divertente fin dal titolo e dalla bella copertina “50 sfumature di fritto. Piccolo manuale untologico”.

Se considerate che il suo intervento è stato l’ultimo dopo una serie di interventi super autorevoli di medici di alto livello (Bruno Brigo e Fabio Firenzuoli giusto per citare i due più rappresentativi) capite che è stata la sua una sfida nella sfida.
Una sfida all’ignoranza direi, ovvero alla non conoscenza delle corrette tecniche e delle buone prassi che sono indispensabili sempre, anche quando si cuoce una semplice verdura al vapore e si pensa che non ci possa essere nessun pericolo al riguardo.
Una sfida ai preconcetti che anche in tanti medici, nutrizionisti, dietisti e quant’altro (mi perdonino se non ho usato i termini corretti) continuano ad essere presenti.
E allora l’ironia supportata da dati corretti non può che aiutare e sdrammatizzare un po’ l’alone negativo che gira intorno alla frittura.
Che certamente è da limitare in percentuale rispetto ad altre cotture, ma se ben fatta è tranquillamente una cottura da tenere in considerazione, soprattutto se serve a valorizzare alimenti che altrimenti rischierebbero di non essere presi abbastanza in considerazione.
Poi gli abusi sono abusi, ma questi avvengono a prescindere, anche chi consuma spesso cibi lessati in malo modo o cotti alla griglia non fa certo un buon servizio a se stesso.
È anche vero che io sono in aperto conflitto di interessi avendo scritto un importante libro proprio sulla frittura che trovate qui, ma devo dire che l’intervento di Paolo e il suo piccolo libro sono stati una piacevole ora di libera discussione con un pubblico decisamente interessato.
In ogni caso, conflitto di interessi o meno, ecco quello che scrivevo sulla frittura in un passaggio introduttivo del mio libro:
“………………….L’universo che ruota intorno alla tecnica della frittura, una delle più antiche utilizzate dall’uomo, è fatto di numerose diramazioni e sfumature, spesso fondamentali per la buona riuscita di piatti che con questa tecnica sembrano avere poco a che fare.
Il fritto, infatti, non è solo quello che normalmente si immagina, un piatto di fumanti patatine a bastoncino, dei morbidi panzerotti ripieni di formaggio, delle frittelle di verdure contorte e colorate, dei dolci biscottati ricoperti di zucchero esterno.
Molto più spesso è quel passaggio fondamentale che all’interno di una ricetta ne determina la riuscita bontà finale e senza il quale il piatto assumerebbe caratteristiche organolettiche più modeste e meno invitanti, per dirla in poche parole quella trovata geniale che trasforma un semplice piatto di pasta povera o il classico abbinamento melanzane-pomodoro in un esperienza dei sensi indimenticabile…………………………….”

copertina-50-sfumature-di-fritto 518


Tags: ,
Postato in Cibo, cultura e società, Libri | 2 Commenti »


2 Commenti per “Il fritto ironicamente raccontato”

  1. Angela Scrive il feb 12, 2013 | Replica

    Condivido!

  2. Giuseppe Capano Scrive il feb 12, 2013 | Replica

    Grazie Angela,
    sapere che qualcuno condivide non può che premiarmi!!
    A presto
    Giuseppe

Aggiungi un commento