Il gusto e la gradevolezza dei piatti non sono aspetti frivoli per chi è ammalato

Scritto da Giuseppe Capano il 31 marzo 2016 – 10:55 -

Cotto 318Avrei dovuto pubblicare ieri la continuazione dell’intervista sull’indice glicemico collegandomi anche a una ricetta specifica, ma non sempre si possono assecondare le buone intenzioni.
Per un’operazione al menisco subita ieri non ne sono stato in grado, confidavo in una gestione più semplice del tutto, ma in effetti pur non essendo nulla di grave è meglio essere cauti con il proprio corpo e rispettarne le esigenze di recupero, altrimenti come bene sapete lui sa come poi farcela pagare!!!

E per rispettare l’organismo nel suo recupero una delle armi vincenti è senza dubbio l’alimentazione e la cucina, sapere cosa fa più bene, aiuta nella riabilitazione, porta all’organismo preziose sostanze protettrici e preventive.
Poi anche la cucina però, perché se i buoni alimenti vengono sprecati con tecniche e cotture sbagliate, deteriorati nella loro gestione e pulizia, mescolati alla rinfusa fra di loro certo vanifichiamo molti dei vantaggi che portano senza nascondere che un cibo sano deve essere poi molto buono per non essere rifiutato e scartato da chi lo deve consumare!!!
Parlo di questo perché ne sono pienamente convinto e lo porto avanti quotidianamente, ma allo stesso tempo lo stimolo è partito dallo spiazzante pasto che mi hanno “gentilmente offerto” in ospedale (per altro perfetto in tutti gli altri aspetti con infermiere e medici competenti e molto attenti).
Non avendo per mia fortuna provato esperienze simili da almeno 30 anni non pensavo si fosse rimasti così all’anno zero rispetto alla cucina e al cibo distribuito.
Ho riconosciuto tutti gli aspetti di quelle che sono le linee guida generali per quanto riguarda la tutela della salute per chi è in ospedale per svariati motivi e deve consumare un pasto, ma  mi aspettavo che ci fosse stata un evoluzione anche nella parte di cucina che deve occuparsi del gusto e dell’appetibilità di ciò che viene offerto.
Vedo invece che ancora molto deve essere fatto, il gusto e la gradevolezza non sono aspetti frivoli di poca importanza da lasciare solo agli ambiti di ristorazione classica, contribuiscono in maniera tangibile a migliorare la risposta di un organismo che trova soddisfazione e benessere anche da questo.
Non capirlo e sottovalutarlo significa perdere l’occasione di aiutare meglio che è in difficoltà con la propria salute e non vive solo di medicine e interventi sanitari.
Poi è anche vero che non tutte le realtà ospedaliere sono uguali, in generale però temo ci sia ancora molto da fare!
Smetto qui di tediarvi con altro e domani realmente metterò il post con la continuazione dell’intervista, ora vado a riposare un po’ e pensare quale buon manicaretto prepararmi per dopo malgrado la temporanea invalidità!!!.

Minestra 518


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4 Commenti per “Il gusto e la gradevolezza dei piatti non sono aspetti frivoli per chi è ammalato”

  1. mara Scrive il Apr 1, 2016 | Replica

    Caro Giuseppe,
    ti faccio i miei migliori auguri per un veloce recupero!!!
    Forse questo momento ti serve anche per riposare un poco…..
    Per quanto riguarda il cibo confezionato generalmente negli ospedali concordo pienamente.
    Anni fa ho avuto modo di lavorare in una mensa ospedaliera, non è stata un’esperienza particolarmente positiva. La cosa che più mi aveva colpito negativamente era la mancanza di qualsiasi seppur minima preparazione in campo alimentare-dietetico. Un esempio il riso per celiaci fatto rinvenire nell’acqua di cottura della pasta…. Visto che allora lavoro se ne trovava ancora decisi di lasciare. ti auguro una buona giornata. Mara.

  2. Giuseppe Capano Scrive il Apr 1, 2016 | Replica

    Buongiorno Mara,
    grazie per gli auguri e i consigli, si probabilmente il significato di tutto è che devo riposare e lasciare spazio ad altre cose assecondando il fluire degli eventi.
    Così come bisogna ascoltare con attenzione il proprio corpo che la sa più lunga dei nostri ragionamenti razionali, così probabilmente bisogna ascoltare il fato (o come ognuno preferisce chiamarlo) che per quanto misterioso e poco capibile ha sempre un suo senso!!!
    Mi auguro che non facciano più quello che mi raccontavi perché preparare il riso nell’acqua della pasta per dei celiaci è da delinquenti al giorno d’oggi, ma in ogni caso credo che hai fatto bene a cambiare lavoro!!!
    Una buona giornata a te.
    A presto
    Giuseppe

  3. Michele Tuveri Scrive il Apr 6, 2016 | Replica

    buongiorno Giuseppe,
    leggo solo adesso questo post. Ti auguro buon riposo e buona ripresa.
    grazie
    michele

  4. Giuseppe Capano Scrive il Apr 6, 2016 | Replica

    Ciao Michele,
    ti ringrazio molto, ormai è passata una settimana e sono abbastanza in ripresa, spero continui tutto bene.
    Buona giornata e ancora grazie.
    Giuseppe

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