Il luccichio dell’inutile che può compromettere la salute

Scritto da Giuseppe Capano il 10 giugno 2012 – 19:19 -

Grano, farina, pastaAlcuni giorni fa Simona Lauri, non ostante la sua modestia un autorità di altissimo livello nel settore della panificazione, mi ha invitato a leggere il suo ultimo articolo uscito sulla rivista “Pizza e Pasta Italiana”.
Un analisi lucida e lungimirante su aspetti relativi alle farine completamente ignorati da molti addetti del settore come da chi si dovrebbe occupare attivamente di salute del consumatore senza andare a concentrarsi sulle tante futilità di cui i mass media amano speculare impunemente confondendo alla grande le idee all’inerme fruitore.

È un articolo esemplare direi, nel senso che coglie quegli aspetti che tutti i seri professionisti dovrebbero cogliere senza lasciarsi accecare dal luccichio dell’inutile che invece pervade molti.
Oggetto della lucida analisi l’igiene e la salubrità dei cereali di partenza e quella di arrivo, ovvero nel frattempo che succede a questi preziosi chicchi? E perché nessuno se ne preoccupa come se fosse un elemento di secondaria importanza?
E perché invece di discutere solo e banalmente di supremazia o meno di una qualità di farina, di una tecnica di lavorazione, di un tipo di lievito rispetto ad un altro non ci si preoccupa prima delle condizioni della materia prima che arriva alla lavorazione finale?
Anche perché non parliamo di una zucchina o un pomodoro coltivati generalmente a una distanza geografica ragionevole con tempi di trasporto e stoccaggio di soli alcuni giorni, stiamo parlando di chicchi di cereali coltivati ad esempio in un altro continente, trasportati per motivi economici in navi con tempi anche di 2 mesi dal momento dell’imbarco a quello dello smercio.
Per cui la domanda è lecita, nel frattempo per non far alterare questi chicchi in balia del caldo, dell’umidità, degli spostamenti fisici cosa viene usato? Un procedimento rispettoso della salute umana o per convenienza economica quello più dannoso perché a più basso costo?
Insomma un bel tema su cui riflettere, per questo motivo mi premeva mettere in risalto l’interessante articolo di Simona il cui testo integrale potrete trovare sfogliando comodamente online la rivista che lo ha ospitato a questo indirizzo.
Mi permetto solo di mettere qui la parte finale, molto significativa e allo stesso tempo inquietante, nel senso positivo di inquietare la coscienza a un attenta riflessione che vada sempre oltre le apparenze delle cose.

 

La tutela della salute a breve, medio e lungo termine imporrebbe una scala di preferenze per la scelta dei trattamenti da farsi sulle derrate: atmosfera modificata e in secundis fumiganti di contatto escludendo in assoluto gli antiparassitari
chimici. Davanti però ai grandi interessi commerciali degli speculatori internazionali (utilizzo dei prodotti meno costosi, ma più pericolosi, ecc.), alla mancanza di correttezza professionale da parte di qualche professionista, all’ipocrisia e alla falsità, alla mancanza della legge sulla tracciabilità dei grani, alla mancanza di una vera e propria etichettatura che riponi il nome delle sostanze usate nei trattamenti, ecc. non si può certo più dire … va beh, pensa alla salute!

Grano, farina, pasta


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8 Commenti per “Il luccichio dell’inutile che può compromettere la salute”

  1. Michele Tuveri Scrive il giu 11, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, questo è il dubbio che ti accennavo a proposito di comprarmi un mulino domestico: compro pane soltanto per gustarne di tipi che non so farmi da solo (es. la pasta dura sarda o il pan co’ santi senese), quindi la tentazione di macinarmi la farina è forte, e me lo raccomandi giustamente, ma, visto che questi mulini costano cari, devo essere sicuro di non passare da “limiti” della qualità della farina a “limiti” della qualità del frumento E’ sempre la questione della consapevolezza, come per le verdure fresche/in-busta di qualche post fa. Continuo a informarmi e a parlarne, confidando in un’inversione: uno scatto culturale dei consumatori che condizioni la qualità della filiera della produzione. Nel frattempo, non essendo del tutto ingenui, stiamo attenti :-) Buona giornata
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il giu 11, 2012 | Replica

    Ciao Michele, è un dubbio legittimo che l’unico mezzo che abbiamo per dissipare è l’informazione e la consapevolezza delle scelte. Effettivamente sul reperimento di grani “sicuri” da macinare da se ci sono difficoltà oggettive di reperimento, in particolare per il normale consumatore che non ha neanche la forza contrattuale di un ristoratore o un azienda. Il paradosso se vuoi è che non ha questa forza fino a quando è da solo, unito in una massa consapevole, invece, potrebbe dettare tranquillamente la sua legge di qualità e pretesa di garanzie. Uno scenario poco probabile per ora, anche perché il mondo commerciale lo sa bene e fa di tutto per scongiurarlo con le potenti armi di condizionamento che si ritrova. Che dire? Almeno noi insistiamo su questa strada, bisogna necessariamente essere ottimisti e fiduciosi se si vuole preparare un buon terreno per la crescita di piante finalmente sane.
    Buona giornata a te.
    Giuseppe

  3. giuseppe Scrive il giu 12, 2012 | Replica

    SALVE GIUSEPPE, AVEVO LETTO E PUBBLICATO SIA SU FB CHE NELLA MIA PIZZERIA, CON GRANDE PIACERE L’ARTICOLO DELLA DOTTORESSA, A QUI DOBBIAMO MOLTO SUGLI APPROFONDIMENTI TECNICI UTILI A COMPRENDERE MEGLIO GLI EFFETTI DI DETERMINATE LAVORAZIONI E MANIPOLAZIONI DELLE NOSTRE FARINE. SONO CONVINTO CHE QUESTI ARTICOLI SERVONO A MUOVERE UN OPINIONE PUBBLICA DI INTERESSE COMUNE A TUTELA DELLA NOSTRA SALUTE. PICCOLI PASSI ALLA VOLTA SICURAMENTE PORTERANNO AD UNA MAGGIORE INFORMAZIONE DEGLI OPERATORI DEL SETTORE , LA QUALE A LORO VOLTA INFORMERANNO I PROPI CLIENTI DEL PERCHE’ BISOGNA SCEGLIERE CHI SI DIFFERRENZIA DAGLI ALTRI SPENDENDO QUALCHE EURO IN PIU’, MA GARANTENDO AL PROPIO CLIENTE PRODOTTI DI QUALITA’ELEVATA E DI TUTELA ALIMENTARE. PERSONALMENTE HO SCELTO DI UTILIZZARE SOLO FARINE BIOLOGICHE, PROPIO XCHE’ NON SUBISCONO DETERMINATI TRATTAMENTI CHIMICI,SPERO CHE UN GIORNO ANCHE ALTRI FACCIANO LA STESSA COSA , FINCHE’ UN GIORNO OTTERREMO UNA CERTIFICAZIONE COMPLETA DEL CONTENUTO E DELLE MESCOLE DELLE NOSTRE FARINE! QUEL GIORNO, MI AUGURO NON TROPPO LONTANO,FORSE MANGEREMO PIU’ SANO. BUONA GIORNATA E BUON LAVORO

  4. Giuseppe Capano Scrive il giu 12, 2012 | Replica

    Grazie Giuseppe della tua testimonianza e del tuo operato nella direzione giusta. Era più che giusto dare rilevanza all’articolo di Simona e di riflesso mettere in risalto la sua grande professionalità e capacità di mettere a fuoco determinati temi. Per il resto mi accodo ai tuoi auspici, spero anche io che presto cambieranno in meglio tante situazioni ora decisamente anomale.
    Buon lavoro a te e alla tua bella attività.

  5. Simona Lauri Scrive il giu 15, 2012 | Replica

    Grazie Giuseppe per le parole di stima nei miei confronti. Ho sempre cercato fin dall’inizio della mia attività di dire le cose come stavano e di esprimere opinioni personali nella speranza di fare sempre corretta informazione tecnico – scientifica per tutelare con tutte le mie energie la salute del consumatore. Molto spesso la vista del consumatore è un pochino offuscata da informazioni non corrette dette semplicemente per vendere un determinato prodotto e questo accade non solo sulle riviste cartacee purtroppo. Grazie per condividere la stessa filososfia di vita e lo stesso ideale di professionalità. Un saluto e a presto

  6. Giuseppe Capano Scrive il giu 15, 2012 | Replica

    Grazie a te Simona, mi è sembrato davvero il minimo, poi conoscendo la tua accuratezza nell’esporre tesi e opinioni facendo buona informazione è stato tutto più facile e semplice. Spesso, invece, prima di prendere per verità le mille notizie che ti girano intorno devi fare un’accurata opera di verifica.
    Un abbraccio e a presto.
    Giuseppe

  7. Francesca Scrive il giu 21, 2012 | Replica

    Grazie Chef per il post, per affrontare e portare alla luce temi così importanti e farli conoscere al grande pubblico. Ho letto tutto l’articolo, è incredibile che non ci sia una legge che imponga e regoli la tracciabilità dei cereali.. a questo punto è importante spargere la voce, rendere più consapevoli le persone.
    Ti seguo con sempre maggior interesse, grazie di tutto!
    Francesca

  8. Giuseppe Capano Scrive il giu 21, 2012 | Replica

    Grazie a te Francesca, hai ragione è incredibile che nessuno se ne occupi e ci si soffermi magari su aspetti meno basilari e più futili. Per fortuna c’è chi affronta e divulga anche le informazioni su questi aspetti che come dici tu è necessario far conoscere il più possibile.
    A presto
    Giuseppe

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