Il lupino, un autentico tesoro alimentare

Scritto da Giuseppe Capano il 9 giugno 2015 – 22:32 -

Lupini 318La storia del passato è sempre qui con noi, la storia di tutto, ma quella alimentare con tutti i suoi collegamenti nel sociale lo è ancora di più, massicciamente di più.
Si racconta ad esempio che gli antichi popoli, in particolare i Romani, avevano già intuito da soli senza studi scientifici particolari il grande apporto in proteine dei lupini e data la loro praticità di trasporto e durata nel tempo li portavano con se nelle lunghe trasferte di conquista sostituendoli alla carne.

Questo modesto seme tondo bombato di colore giallo, ma ne esistono varianti di altro colore, appartiene alla grande famiglia delle leguminose e questo spiega bene la sua componente proteica che è altissima in effetti arrivando a ben il 38%.
Praticamente lo stesso valore della carne e maggiore delle uova, una presenza che dovrebbe far riflettere molti su quanto stupidamente si lascino nel dimenticatoio spesso autentici tesori alimentari solo perché socialmente si considerano non abbastanza “nobili”!
Come dicevo prima però la storia è sempre ferma nel tempo a prescindere dalle epoche dell’uomo e così succede che oggi il lupino ritorna a conquistare il mercato che si accorge di nuovo delle sue straordinarie doti nutrizionali.
Oltre all’alta percentuale di proteine, alla bassa (per essere un vegetale) di carboidrati, all’inesistente di grassi (con zero colesterolo!) i lupini portano in dote una lunga lista si sostanze regolatrici, preventive e protettrici.
Vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6 e C, manganese, rame, sodio, zinco, selenio, calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, triptofano, istidina, alanina, cistina, glicina, acido glutammico, acido aspartico, arginina, fenilalanina, leucina, lisina, e potrei continuare per un bel pezzo ancora!!!
Un autentico e prezioso tesoro alimentare come si vede di cui oggi forse si favoleggia anche troppo immaginando scenari in cui il seme intero o più precisamente la sua farina potranno essere la base di mille combinazioni alimentari.
In parte è già vero, la farina di lupini trova un preciso ruolo ad esempio in panificazione dove migliora notevolmente gli impasti aiutando la lievitazione naturale e per la produzione di alternative vegetali alla carne.
Certo per chi da sempre consuma lupini come me, non perché sia speciale ma semplicemente perché così sono cresciuto insieme a molti altri miei coetanei del sud Italia, fa un po’ sorridere questo attribuire di colpo ai lupini la soluzione magica di tanti problemi alimentari.
Io penso che dal punto di vista nutrizionale e preventivo in chiave salutistica sia più che altro da considerare un prezioso integratore nel quadro di una dieta che prevede un corollario complesso di alimenti da consumare senza fossilizzarsi solo su un unico filone o tendenza alla moda.
Mentre in cucina dal punto di vista delle combinazioni e delle nuove creazioni il lupino si che ha ancora molto da dire e molto da offrire e magari più avanti ne vedremo una bella e succulenta applicazione pratica.
Un ultima annotazione a favore di questo legume che di per se è scontata, ma magari è meglio ricordarla lo stesso: l’assenza di glutine!

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