Il madornale errore di togliere il linguaggio agli alimenti

Scritto da Giuseppe Capano il 12 settembre 2012 – 08:43 -

Raccolta Mele 318Nei campi intorno alla mia casa è epoca di raccolta mele, tutto un andare e venire di trattori e casse colme di questo eccellente frutto dalle innumerevoli proprietà che magari un giorno analizzeremo con calma associandole ad altrettante buone ricette.
Certo se il frutto fosse sempre biologico sarebbe mille volte meglio e non si brucerebbero parte dei suoi vantaggi nutrizionali dovendo riparare al “vile” torto di ingerire chimica abbastanza estranea alla natura umana.

Ma in giro c’è di peggio, molto peggio, come leggevo alcune settimane fa a proposito di mele iper manipolate per ovviare a quella che altro non è se non una naturale manifestazione della naturalezza di un frutto.
Scusate il brutto giro di parole, ma è pura verità.
In sintesi negli Stati Uniti è ormai quasi certa l’approvazione della Arctic Apple, una particolare mela manipolata che non scurisce una volta sbucciata e tagliata, ovvero non risente del normale processo di ossidazione che fa progressivamente diventare marrone la polpa senza buccia.
Processo non così fastidioso e inutile come si crede perché non è altro che un utile linguaggio che il frutto stesso usa per comunicare con noi.
Potremmo anche dire che è stata tolta la parola a questo frutto giusto per favorire la pigrizia e non costringere l’utilizzatore a capire il linguaggio, interpretarlo e trarne le dovute conseguenze.
Questo di fare finta di aiutare il consumatore venendo incontro alla sua pigrizia culturale è una prassi sempre più frequente e ricorrente, ma in realtà serve solo per mettere a tacere un dialogo con le cose, che siano alimenti o altro, vero succo dell’intelligenza umana, una faccenda alquanto triste e inquietante.
Tornando alla notizia sulla mela artica il perché non scurisce è dovuto alla presenza di un gene sintetico che riduce drasticamente la produzione di ossidasi di polifenolo, l’enzima responsabile del processo.
E nell’annuncio trionfale che accompagnava la notizia si parlava di svolta epocale, credo che se andrà definitivamente in porto sarà sicuramente epocale, ma come segno della degenerazione intellettiva che sta avvenendo tra uomo e frutti della natura.
All’interno della gamma dei cibi geneticamente modificati la nostra bella mela diventerebbe la prima versione artificiosa di un prodotto agricolo che viene mangiato direttamente senza subire passaggi di lavorazione come la macinazione o la cottura.
Ufficialmente niente di pericoloso, ma al di la del problema se sia o meno un problema per la salute umana qui a mio parere ci sono elementi ancora più gravi.
Ripeto e insisto, grave, gravissimo è togliere il canale del dialogo tra uomo e frutti della terra.
I processi di ossidazione, come quelli di invecchiamento, cambiamento delle consistenze e dei profumi, modificazioni del gusto e del sapore sono parte del prezioso linguaggio che gli alimenti usano, togliere questo linguaggio è come tagliare la lingua a una persona e questo dovrebbe farci riflettere molto.

Mele golden singole 518


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2 Commenti per “Il madornale errore di togliere il linguaggio agli alimenti”

  1. Elena Scrive il set 12, 2012 | Replica

    Interessante punto di vista, il solito male del secolo…la velocità e la ‘violenza’ che portano inevitabilmente alla semplificazione e alla riduzione dei codici di comunicazione, di interpretazione etc. etc. della realtà…

  2. Giuseppe Capano Scrive il set 13, 2012 | Replica

    Ciao Elena si è un vero male e si fa molta fatica a prenderne coscienza, per questo penso bisogna parlarne il più possibile, quando poi lo si fa coinvolgendo il cibo e facendo buona cucina l’efficacia è decisamente più incisiva.
    Giuseppe

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