Il pregio della frutta e dei suoi derivati

Scritto da Giuseppe Capano il 5 gennaio 2017 – 23:16 -

uvetta-particolare-518Presentavo ieri il dessert con i kiwi utilizzando un cibo di base che ha valenze molto profonde e spesso poco riconosciute, l’immagine della frutta rimane relegata spesso al fine pasto, ai dessert, centrifughe e estratti oggi alla moda.
Occasionalmente direi lo si associa con il salato, una manciata di piatti simbolo a cominciare dal noto prosciutto e melone sembrano coprire in apparenza tutto l’uso della frutta in cucina.

Oltre questo sembra per molti non ci sia storia e utilità, per quanto cibo sano e prezioso a livello preventivo la frutta rimane un dettaglio poco determinante nelle preparazioni di cucina.
Per me che ho scritto con molta passione un intero libro sull’uso della frutta in cucina a 360 gradi non c’è nulla di più errato e fuorviante di questa convinzione fortemente radicata.
Gli esempi sono molteplici, ma anche senza tirare in ballo la frutta fresca in se ci sono splendide derivazioni di questo alimento che nel corso dei secoli hanno avuto un’ampia diffusione nella cucina popolare di tutti i giorni dove l’ingegno umano ha avuto modo di esprimersi al massimo.
Tuttora si usano in molteplici occasioni spesso senza neanche essere consapevoli che quel determinato ingrediente che si utilizza è di fatto normalissima frutta!!!
La riflessione mi è scaturita leggendo un bel articolo presente sul numero di gennaio di Cucina Naturale tutto dedicato alla poliedrica uvetta che come si intuisce benissimo deriva proprio dalla normale uva fresca.
Le sue applicazioni spaziano dal dolce come è ben noto toccando in molte occasioni anche il salato in tantissime ricette e piatti regionali Italiani.
E questo senza alcun confine geografico o temporale alcuno, ci sono piatti salati del nord Italia che senza l’uvetta non avrebbero senso e lo stesso si può dire per il centro, il sud e naturalmente le isole.
E questo solo per limitarci al nostro paese visto che la presenza di questo ingrediente è ritrovabile anche in molti piatti esteri.
Su come si ottiene, che cosa distingue i diversi tipi, quale è il suo valore nutritivo, a chi è adatta e come usarla in cucina avrete modo di scoprirlo leggendo l’articolo su Cucina Naturale di gennaio a pagina 75.
Io non mi sottraggo a dare un contributo in merito, ma preferisco farlo preparandovi appositamente una ricetta di esempio pratica che spero di riuscire a realizzare e sistemare quanto prima!!!

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