Il profumato anice verde

Scritto da Giuseppe Capano il 5 ottobre 2017 – 23:07 -

Anice verde 318Per una serie di casualità oggi ho più volte preso e utilizzato una spezia che mi piace molto e che ogni volta mi sorprende in positivo per i suoi risvolti sensoriali applicabili a molte preparazioni e spesso dove mai mi aspetterei di aggiungerla.
Si tratta del comune anice verde che è presente in abbondanza sul nostro territorio e nella cultura popolare della cucina regionale Italiana viene usata in molti ambiti a prescindere dai contesti geografici anche se è vero esserci una certa prevalenza al sud.

È  una spezia tra le più antiche originaria del Medio Oriente e del bacino del mediterraneo, di fatto una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Ombrellifere alta oltre 60 cm e botanicamente imparentata con l’aneto, il prezzemolo, il finocchio, il carvi e il cumino.
Ha un fusto liscio coperto da una fine peluria, rotondeggiante e cavo all’interno, foglie basali lunghe a forma di picciolo arrotondato, quelle superiori più frastagliate e lineari, fiori piccoli presenti in luglio-agosto di colore bianco giallo riuniti in ombrelle, frutti composti da due semi piccoli e convessi di colore verde marrone.
La ricchezza di anetolo custodita nei piccoli semi ha da lungo tempo decretato il successo e la popolarità dell’anice, già gli egizi, infatti, ne decantavano le pregevoli doti culinarie e non, visto che compariva spesso nella preparazioni di profumi e unguenti dai magici sentori.
In passato era considerata un bene di lusso tanto che il Re Edoardo I reperì i soldi necessari a riparare il ponte di Londra tassandone la compra-vendita e secoli più tardi il Re Sole la volle come pianta regale della sua corte ordinando la coltivazione nei giardini di Versailles.
Oggi in cucina l’anice si associa istintivamente solo alle preparazioni dolci, ma sono molte le ricette salate che possono giovarsi delle sue innumerevoli doti rinfrescanti e digestive utili a ravvivare molti alimenti come vi ricordavo all’inizio.
Importante è dosarne la presenza, la sua ricchezza può essere anche il suo limite ed è bene calibrarla in relazione a quanto se ne ama l’aroma di per se intenso e penetrante che dura a lungo in bocca, dolce e freddo piccante allo stesso tempo con sentori che ricordano la liquirizia e il finocchio.
E visto che ne ho parlato mi pare obbligo a breve presentarvi una bella ricetta profumata con l’anice!!!

Anice verde 518


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