La bella e colorata barbabietola

Scritto da Giuseppe Capano il 2 dicembre 2017 – 11:38 -

Barbabietola silene 318Malgrado si porti dietro l’onta di ortaggio madre del comune zucchero bianco, preso di mira in maniera sistematica da tantissimi senza che in realtà sappiano bene spesso di che cosa stanno parlando, la barbabietola è un ortaggio molto interessante, utile e buono.
Nelle porzioni adeguate ci porta sostanze utili e efficaci per la tutela della salute aiutando le funzioni digestive e il lavoro oneroso e prezioso del fegato giusto per citarne alcune, ritroviamo in particolare buone quantità di sali minerali come magnesio, fosforo, calcio, potassio e ferro.

Certo se vogliamo sfruttare pienamente queste caratteristiche l’ideale è consumarla a crudo, anche se effettivamente non è sempre di facile reperimento rispetto all’universale versione precotta.
A crudo può essere utilizzata, ad esempio, in tutte le ricette di insalate e antipasti in sostituzione della comune carota cruda essendo come questa di un bel colore.
In alternativa si può gustosamente provare a bere un succo vitaminico composto da 1 parte di barbabietola, 1 di carote, 1 di arancia, 2 di pere, poco zenzero fresco e succo di limone, tutto questo con l’aiuto di un estrattore moderno, una centrifuga o un semplice frullatore filtrando poi il tutto.
C’è poi l’interessante passaggio in essiccatore che consente di ottenere belle e croccanti chips molto più sane rispetto a quelle classiche di patate e naturalmente le tante ricette che partendo dall’ortaggio in versione naturale consentono di realizzare buone preparazioni di zuppe, salse, sformati e così via.
La scelta è importante e nel momento dell’acquisto meglio indirizzarsi verso barbabietole a buccia liscia, di colore scuro, prive di macchie e muffe.
Accorgimento strategico è quello di scegliere radici delle stesse dimensioni, una precauzione che garantisce una cottura uniforme e costante, anche perché gli esemplari molto grandi potrebbero avere una polpa interna fibrosa poco utilizzabile.
La presenza di foglie e steli ancora attaccate alle radici viola è una buona cosa, queste appendici in parte verdi e in parte violacee possono tornare utili per realizzare e accompagnare le stesse ricette o essere destinate ad altre zuppe e brodi.
La conservazione è abbastanza facile, in frigorifero o ambiente freddo le radici crude durano fino a 4 settimane a patto di avere foglie e steli intatti.
Rispetto alla cottura di base possiamo notare che essenzialmente ci sono tre sistemi per cuocere le barbabietole e tenerle pronte all’uso nei casi in cui la ricetta prevede di partire da un ortaggio cotto in precedenza.
Tutti sono in relazione alla grandezza reale delle radici utilizzate e hanno un tempo minimo e massimo di riferimento, in genere per verificare la consistenza la migliore garanzia è quella di passare la radice sotto l’acqua corrente, se cotta a sufficienza la buccia si pelerà con facilità usando semplicemente le dita.
Non è invece consigliabile testare la polpa infilando uno stuzzicadenti in quanto se poi la cottura dovesse proseguire si avrebbe una perdita dei preziosi succhi interni.
Il metodo di cottura più usato è la lessatura, la preparazione al forno, però, consente alla barbabietole di assumere un sapore più intenso e particolare, aspetti esaltati ancora di più dalla cottura sotto la cenere, anche se questa è oggi di difficile applicazione pratica.
Vedremo di approfondire poi il lato cottura presentando una ricetta vera e propria con questo coloratissimo ortaggio!!!

Barbabietola silene 518


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