La centralità dell’atto di cucinare per la nostra buona salute

Scritto da Giuseppe Capano il 14 settembre 2012 – 21:48 -

Sto mettendo mano alla revisione di un mio libro di cui uscirà prossimamente la seconda edizione aggiornata in contenuti e attualizzata.
Un libro importante che affronta un argomento non semplice per via delle innumerevoli implicazioni sulla salute e sul vissuto psicologico che una malattia così impattante porta con se.

Si tratta del libro “Prevenire il cancro a tavola” che già nella prima edizione è molto completo e interessante con ottimi spunti di indicazioni mediche e consigli comportamentali di prevenzione da un lato e pratiche e stimolanti ricette dall’altra.
Vedremo di migliorarlo per quanto possibile, nel frattempo vi lascio le considerazioni che avevo scritto nella premessa al libro prima di presentare le ricette appositamente studiate dove ponevo l’accento sulla centralità che l’atto di cucinare ha nella nostra vita se realmente abbiamo a cuore la nostra salute.

“Non è difficile seguire un’alimentazione che aiuti a prevenire i tumori a tavola, non ci sono difficoltà tecniche particolari, le risorse gastronomiche sono infinite e raccolte all’interno della tradizione di cucina, la moderna scienza nutrizionale ci aiuta a scegliere con cognizione le sostanze migliori. Quale è allora la discriminante che spinge a non curarsi abbastanza di questo basilare aspetto di vita?  
La risposta è complessa, ma un ruolo determinante è da imputare alla bassa posizione nella scala dei valori personali che l’atto di cucinare riveste oggi per molte persone. Bisogna avere amore, passione, gioia di scoprire nuovi sapori, voglia di nutrire con i profumi dei piatti il naso, la bocca, la pancia, essere disponibili a investire tempo, capire che l’ingrediente segreto è molto spesso la semplice pazienza di aspettare.
Se l’ostacolo principale è il tempo a disposizione la cura migliore è l’organizzazione preventiva; i legumi e i cereali in chicchi integrali possono essere preparati in quantità con largo anticipo e conservati ben sigillati in frigorifero, una banale centrifuga aiuta a lavare e asciugare rapidamente qualsiasi tipi di insalata e verdura a foglia, strumenti moderni come la pentola a pressione riducono di molto i tempi di cottura, impasti e paste fresche possono essere ridotti in porzioni o sfoglie e congelati in attesa dell’uso finale.
Gli esempi sono molteplici e spesso le soluzioni vengono da se nel momento in cui ci si mette all’opera, l’importante è avere coscienza e consapevolezza della centralità che l’atto di cucinare ha per rendere veramente efficace una strategia alimentare di prevenzione.”


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2 Commenti per “La centralità dell’atto di cucinare per la nostra buona salute”

  1. Francesca Scrive il Sep 14, 2012 | Replica

    Grande Chef! dove sarà in vendita il libro? l’argomento mi interessa e da qualche tempo mi sto facendo una cultura fra web (compreso questo bellissimo e utlissimo blog) e varie letture. Vorrei proseguire questo percorso che ho intrapreso per una cucina sana, preventiva ma nel contempo gustosa! adoro spezie, cibi integrali, legumi, verdure e frutta di ogni tipo, ma spesso mi mancano idee su come prepararle (e soprattutto come farle piacere ai miei bimbi, verdura e frutta ne mangiano già in quantità ma vorrei fare meglio)! attendo quindi anche questo libro!!
    a presto e grazie
    Francesca

  2. Giuseppe Capano Scrive il Sep 14, 2012 | Replica

    Ciao Francesca e grazie dei complimenti,
    il libro nella veste della prima edizione (comunque ancora validissima) è in vendita a questo indirizzo (oltre che in molte librerie, farmacie e negozi bio): http://www.tecnichenuove.com/prevenire-il-cancro-a-tavola.html.
    Brava comunque, fai più che bene a seguire una strada di prevenzione e buon mangiare con gusto.
    A presto
    Giuseppe

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