La complessità relazionale tra alimentazione e specificità individuale

Scritto da Giuseppe Capano il 24 novembre 2016 – 13:29 -

complessita-alimentare-318È una spezia che mi piace in maniera pazzesca questa a iniziare dalla forma che ha un fascino irresistibile ai miei occhi per quanto abituati a vedere tante bellezze nel mondo degli alimenti.
Una delle fortune di lavorare in cucina è anche questa, veder scorrere tra le proprie mani, toccare, sentire, ascoltare, gustare, odorare, assimilare nell’anima un infinità di bellezze della natura.

La nota interessante di questa spezia su cui farò un apposito post per raccontarne i numerosi pregi che si sommano alla sua avvenenza estetica e la micro diversità formale di ogni singolo seme, in apparenza sembrano tutti uguali, osservando bene si scopre che così non è.
Rimanda a una metafora profonda della vita che riguarda gli uomini assoggettati spesso per una miriade di finalità lecite e illecite a elementi uguali e uniformi.
Non mi dilungo negli altri campi della società, dalla politica alla cultura e vita in generale, ma rimanendo semplicemente nell’ambito dell’alimentazione e benessere con l’intreccio del cibo sulla salute gli esempi di omologazione di terapie e diete sono spesso eclatanti.
La scoperta di un percorso che in qualche modo porta benefici per la salute o più prosaicamente vantaggi monetizzabili per chi lo propone tende quasi sempre a omologare i risultati su ogni singolo individuo come se tutte le persone fossero esattamente uguali le une alle altre.
Avviene così anche al contrario, cioè di molti cibi e abitudini alimentari negative si attribuiscono gli stessi effetti a tutti quando in realtà la risposta dell’organismo di ogni individuo è sempre diversa, magari poco diversa ma sicuramente mai uguale.
Il punto è che esiste di fatto una complessità enorme di relazioni tra il cibo consumato, il metodo di consumo, la tecnica di preparazione, l’influenza dei materiali usati per prepararlo, l’approccio culturale, lo stile e le abitudini alimentari, le condizioni ambientali, la costituzione fisica individuale, i geni assimilati e portati con se e un infinità di altri elementi solo in apparenza secondari.
Questo porta a capire come non può esistere di fatto alcun metodo, dieta, cucina, disciplina, filosofia alimentare perfetta nel portare gli stessi benefici a tutti.
Chi omologa le persone in gruppi uguali, dichiara che lo stesso alimento è benefico o nocivo indistintamente per tutti, afferma che la soluzione per il benessere globale è una sola vi sta semplicemente ingannando.
Che lo faccia con coscienza o meno ha poca importanza ai fini pratici, al limite può esserlo a livello di etica, il punto importante è esserne consapevoli in profondità.
Questo non significa che non esistono indicazioni di corretta alimentazione e prevenzione dei danni causati da un consumo errato dei cibi, anzi queste indicazioni sono la traccia da seguire con attenzione per evitare per quanto possibile le problematiche sulla salute.
Sono la fonte più preziosa che abbiamo oggi come oggi per tentare di seguire una strada di tutela del nostro organismo e allo stesso tempo di sua soddisfazione sensoriale attraverso la buona e sana cucina pratica quotidiana.
Ciò che però conta è sapere che purtroppo per quanto possiamo seguire alla lettera tutte le più sagge indicazioni in fatto di sana alimentazione rimane forte la componente individuale per la complessità insita che racchiude in se.

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