La cucina come terapia, anche se volete dimagrire

Scritto da Giuseppe Capano il 6 giugno 2012 – 22:17 -

Preparazione cremaUna recente ricerca ha messo un chiaro punto fermo su dieta, alimentazione e efficacia dei meccanismi di riduzione del peso quando è questo l’obbiettivo che ci si pone elaborando un regime alimentare specifico.
A questo punto fermo ognuno di noi poteva arrivarci con la semplice logica se probabilmente fossimo capaci di analizzare e riflettere con distacco e lucidità quanto i moderni esperti (o presunti tali) di alimentazione ci raccontano, un racconto che non sempre è per il nostro bene mentre spesso lo è per le loro tasche.

Quindi quale è questo punto? Molto semplice, la conclusione lapalissiana che nessuna dieta può arrivare a raggiungere l’obbiettivo di una riduzione costante nel tempo del peso se prima non viene curata la mente, che ancora prima del corpo è la responsabile del non controllo calorico.
Ovvero è inutile che mi fissi con tabelle, tesi, ipotesi, beveroni, calcoli matematici, percentuali teoriche da rispettare se prima non rispetto il mio stato mentale, riduco lo stress, mi pongo nelle condizioni mentali adeguate per gestire con consapevolezza la mia alimentazione.
E qui arriviamo al punto che interessa me e la mia professione, che non è quella di dietologo, nutrizionista o medico a cui invece vi invito a rivolgervi se avete problemi specifici e concreti, ad esempio alla mia brava e competente collega di blog Barbara Asprea.
A me interessa riflettere su un apparente paradosso che personalmente penso sia, invece, una grande verità che andrebbe considerata meglio quando si parla di diete.
Cucinare, lavorare tra i fornelli, toccare, elaborare cibi, costruire ricette, impastare, osservare le reazioni chimiche, sperimentare e immaginare accostamenti nuovi è una potente terapia antistress e rilassante e il tempo da dedicarci dovrebbe essere proporzionale ai risultati a cui vorremmo arrivare, proprio per sintonizzarsi con il punto fermo cui accennavamo a inizio post.
Quindi non dovrebbe esserci niente di più falso quando si afferma che per dimagrire si deve restare il più lontano possibile dai fornelli, e per questo magari ingozzarsi di beveroni a base di polverine o simili come va di moda ultimamente.
Li l’unico gesto da fare e mescolare la sostanza di turno con un liquido o semplicemente agitarla, senza toccare un cibo o uno strumento, senza mettere per niente piede in cucina.
A meno di un odio specifico per la cucina, raro in realtà spesso si tratta solo di un approccio sbagliato ormai diventato cronico ma superabile, è il cucinare stesso il primo passo per intraprendere con successo la giusta strada di una dieta ben studiata e personalizzata in base alle personali condizioni fisiche.
Perché lo stress si supera anche così, non è allontanandosi dal cibo reso un elemento di secondaria importanza che si può sperare di trovare il proprio equilibrio fisico, mancherebbe necessariamente quello mentale.
Naturalmente i problemi alimentari e di dieta non sono risolvibili solo curando questo aspetto (sarebbe bello e semplice!!), bisogna poi avere anche il giusto ritmo di sonno e una vita emozionale ricca, ma intanto cominciate a dimenticarvi che per dimagrire bisogna scappare dal cibo, sarebbe come scappare dal proprio letto per trovare il giusto riposo notturno.

Fasi impasto mani


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6 Commenti per “La cucina come terapia, anche se volete dimagrire”

  1. Nadir Scrive il Jun 7, 2012 | Replica

    Sono d’accordo, il primo passo è sicuramente un rapporto più sereno con se stessi e con il cibo, altrimenti non si spiegherebbe il fatto che tanti attori famosi (o cantanti, o giornalisti) abbiano dei seri problemi di obesità.

  2. Giuseppe Capano Scrive il Jun 7, 2012 | Replica

    Infatti la chiave è tutta li, la cosa sorprendente è che è tanto ovvia quanto oscura ai più, e tra i più ci metterei tanti pseudo esperti del settore.
    A presto Nadir
    Giuseppe

  3. Michele Tuveri Scrive il Jun 7, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, questo post mi fa molto piacere, sono contento. E nell’ambito del blog fornisce una chiave di lettura delle “ricette”, non come sequenza di operazioni da ripetere meccanicamente, ma come esercizi ricreativi personali, che inducono e presuppongono una disposizione mentale. Evviva 🙂 buona giornata
    michele

  4. Giuseppe Capano Scrive il Jun 7, 2012 | Replica

    Concordo, Evviva, la tua è un ottima analisi, sono proprio esercizi creativi che fanno bene per prima cosa alla mente, poi all’anima e infine al corpo che senza i primi due e un elemento troppo debole e facilmente attaccabile dall’esterno.
    Buona giornata a te
    Giuseppe

  5. Chiara Scrive il Jun 7, 2012 | Replica

    Bellissimo post! Concordo pienamente e pure per esperienza personale…il contatto col cibo, lo star in cucina, spendere tempo ed energie fisiche ma ancor più mentali nel preparare buoni piatti per me e la mia famiglia sono state e sono per me attività terapeutiche e benefiche come nessun’altra! Parole da rileggere periodicamente per tenerlo sempre bene a mente… Grazie!
    Chiara

  6. Giuseppe Capano Scrive il Jun 7, 2012 | Replica

    Grazie Chiara,
    bel commento il tuo e bella testimonianza diretta e concreta, spero ne arrivino tante altre a confermare in pieno tutta la validità di queste semplici verità di vita.
    A presto
    Giuseppe

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