La cucina e le altre espressioni artistiche come forma di riscatto

Scritto da Giuseppe Capano il 6 luglio 2017 – 23:10 -

Maschere apotropaiche 318In un giro di conoscenza nella piccola realtà calabrese dove mi trovo a fare una rilassante vacanza al mare siamo andati a vedere il lavoro sapiente di un artigiano della terra cotta e della ceramica meritatamente valorizzato da chi ne ha riconosciuto i meriti.
Così in diretta davanti a noi ha simulato brevemente (in realtà il lavoro è lungo, certosino, fatto di pazienza e molto amore) la realizzazione di una maschera apotropaica partendo dall’argilla di qualità spiegando le motivazioni storiche e popolari che stanno dietro a queste particolari composizioni.

La storia di queste maschere ve la racconto più avanti, quello che mi ha colpito in parallelo al mio mestiere sono state le assonanze forti con la cucina.
Si ritrovano in tutte quelle persone che con grande passione e dedizione si dedicano alla creazione e alla composizione, che sia musica, pittura, scultura e tutto il resto dell’universo artistico dell’uomo.
Compresa la cucina, si parte sempre da materie prime grezze in parallelo però a intuizioni, sogni, immagini, ipotesi, idee, proiezioni già presenti nella mente.
Creare una ricetta mettendo insieme ingredienti di vario tipo tenendo conto delle migliaia di alimenti presenti è analogo a scegliere colori e sfumature precise per un pittore, orientamento della scalfitture per uno scultore, plasmabilità della terra e dell’argilla per un vasaio.
Proprio quello che abbiamo vissuto in diretta oggi vedendo all’opera le mani competenti dell’artigiano, la visione di questi lavori di mano e di testa riscatta molto delle viltà umane che spesso trascinano altri esseri e la natura stessa in situazioni oscene.
Personalmente rivendico alla cucina come alle altre espressioni artistiche umane anche questo prezioso ruolo di riscatto e sarebbe bello che la loro estensione fosse più universale e diffusa.
Perché il debito che abbiamo con la natura e gli altri esseri viventi è enorme e altrettanto enorme dovrebbe essere il riscatto da pagare!!!
Le maschere apotropaiche, dal greco antico αποτρεπειν – apotrepein, non sono altro che facce mostruose variamente formate e concepite che spesso campeggiano sugli stipiti delle porte per allontanare il malocchio e oggi diffuse come particolari forme di abbellimento artistico.
Non sono solo prerogativa della terra di Calabria ma si trovano in molte culture dove da sempre hanno avuto una  funzione magica di allontanamento degli spiriti maligni e del malocchio.
La simbologia delle maschere è particolarmente fantasiosa, spesso si tratta di rappresentazioni antropomorfiche più o meno paurose derivanti dai prototipi Magno – Greci : Satiri e Gorgoni in pietra o terracotta che ornavano per lo più le antefisse dei templi greci e romani.

Maschere apotropaiche grezza 518


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