La deriva della dieta mediterranea, tutta colpa della crisi?

Scritto da Giuseppe Capano il 21 dicembre 2012 – 17:10 -

Questa notizia l’avevo letta qualche giorno fa e lasciata in stand-by in attesa di una riflessione più mirata, certo però è una notizia che fa riflettere amaramente.
Per me che poi ne sono uno dei più grandi estimatori e ne ho scritto un appassionato libro apposta tutto incentrato sul ricco repertorio vegetale, questa è una ferità ancora più sentita.

Si parla della crisi della dieta mediterranea come stile di alimentazione nel paese che ne è il padre o uno dei padri se più correttamente allarghiamo il discorso a tutto il bacino del mediterraneo.
Una crisi profonda a quanto pare, ma tutta da interpretare perché se ci si limita a vedere in maniera superficiale le statistiche allora si fa presto a non capire in profondità quello che nella realtà avviene.
Se ne parla all’interno di uno studio che certifica come questa gloriosa dieta sia presente sempre meno sulle tavole italiane, complice a quanto pare la crisi responsabile dello spostamento dei consumi verso cibi “pratici e pronti”, ma più calorici e malsani.
Nello studio poi si prosegue elencando statistiche, confronti, dati, considerazioni, lascio a voi il piacere di indagare meglio, ad esempio qui trovate informazioni più dettagliate.
Ma siamo proprio sicuri che possiamo ridurre il tutto a una fattore economico?
Non penso, anzi, qui i fattori sono ben altri e cozzano contro una cultura del cibo che continua ad avere una miriade di nemici vestiti da paladini apparenti della buona cucina.
Un tasto assai dolente per me perché molti di questi presunti paladini appartengono alla mia categoria e sono autorevoli solo in funzione della presenza mediatica massiccia che riescono ad avere, al di la dei reali meriti oggettivi.
A questo proposito mi piacerebbe conoscere la vostra opinione sul comportamento di uno degli “Chef” televisivi di maggior richiamo che è andato a pubblicizzare una delle peggiori bevande presenti sulla terra propagandandola come fonte di godimento a tavola?
Che dite, una briciola di responsabilità sulla mala cultura del cibo non gli appartiene?

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7 Commenti per “La deriva della dieta mediterranea, tutta colpa della crisi?”

  1. mara Scrive il Dec 22, 2012 | Replica

    Caro Giuseppe,
    con tutte le malattie metaboliche presenti ai giorni nostri penso che uno “chef” abbia il dovere e la responsabilità di non propagandare cibo spazzatura ma di promuovere una sana alimentazione.
    Grazie per il prezioso lavoro che svolgi.
    Cari auguri di buone feste.
    Mara

  2. lisa Scrive il Dec 22, 2012 | Replica

    Ciao Giuseppe,
    sono molto dispiaciuta di leggere queste cose.
    Non mi stupisco del comportamenteo di questo “chef”, del resto ormai le persone che avrebbereo la possibilità di essere un buon esempio per chi invece non è sotto le luci dei rifrettori non bada di certo alla “responsabilità di ciò che dice o fa”, direi piuttosto che bada ai propri interessi e guadagni, e purtroppo questo atteggiamento è diffuso in ogni tipo di professione.
    Credo però che anche se in minoranza le persone responsabili esistono, e piano piano si arriverà a rendere consapevoli di ciò che è meglio per se stessi e il mondo anche altre persone che ancoro non lo sono.
    Buon Natale a tutti
    Lisa

  3. Giuseppe Capano Scrive il Dec 22, 2012 | Replica

    Cara Mara,
    grazie hai fatto una considerazione esemplare, doveri e responsabilità latitano molto nel mio mondo, vince l’apparenza e il sorprendere a ogni costo. Ci sono delle splendide eccezioni per fortuna, di professionisti “nascosti” di alto livello, soprattutto umano e culturale.
    Bisogna contare sul loro lavoro.
    Una grande augurio di buone feste.
    A presto
    Giuseppe

  4. Giuseppe Capano Scrive il Dec 22, 2012 | Replica

    Ciao Lisa,
    grazie del commento e delle considerazioni.
    Non mi stupisco anche io e so che è un problema di tutte le professioni, ma essendo coinvolto nella mia professione la ferità è forte e anche imbarazzante a volte.
    Come dicevo a Mara bisogna contare su chi mette davanti a se prima l’uomo e la sua funzione sociale rispetto alla falsa gloria della notorietà e dei soldi, per il resto poi ognuno farà i conti con se stesso e trarrà le conclusioni che vorrà.
    Tanti auguri di buone feste e di uno splendido nuovo anno.
    Giuseppe

  5. Michele Tuveri Scrive il Dec 23, 2012 | Replica

    ciao Giuseppe, condivido le tue perplessità a proposito delle conclusioni tratte dai dati statistici raccolti. Senza sapere lo scopo dell’analisi (non si può fare un’indagine generica: date le infinite variabili, qualcuna devi fissarla) e nemmeno il dettaglio dei tipi di dati raccolti, restano numeri campati in aria, strumentalizzabili dal primo che passa. In particolare, direi che semplicemente mettere in relazione reddito e acquisti pro-dieta mediterranea, può forse dare indicazioni alla distribuzione per alzare i prezzi dei nostri ravanelli in certi casi, ma vorrei incrociare i dati con la scolarizzazione, con quante ore si passano alla tv, con quanto cibo si spreca, con indicatori insomma della consapevolezza da parte di chi va a fare la spesa.
    Se ci accorgiamo delle false scorciatoie, dei falsi risparmi, dei falsi “sapori”, i falsi maestri parlano da soli e al vento.
    Auguri e, tanto per restare in tema, buona semina e buon raccolto
    michele

  6. Giuseppe Capano Scrive il Dec 24, 2012 | Replica

    Ciao Michele,
    ottima analisi e anche molto lucida.
    Se tutti fossero sulla tua lunghezza d’onda ci sarebbe molto meno da fare e dire e questi falsi maestri parlerebbero veramente al vento.
    Comunque ora ci sono le feste e pensiamo a quelle con serenità.
    Ti auguro i migliori auguri per un bellissimo Anno Nuovo e gustose feste di natale.
    A presto
    Giuseppe

  7. Michele Tuveri Scrive il Dec 24, 2012 | Replica

    grazie Giuseppe e tanti auguri anche a te e ai tuoi cari
    a presto
    michele

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