La nuova e bella edizione di Festambiente

Scritto da Giuseppe Capano il 1 agosto 2016 – 15:24 -

Festambiente 2016 manifesto bis 318Ventotto anni non sono pochi, significa aver accumulato un esperienza profonda, raccolto sogni e bisogni, offerto molte magie, arricchito di contenuti, valori, emozioni.
Compresi il buon cibo e la voglia di dimostrare come pur utilizzando esclusivamente elementi e cibi vegetali è possibile realizzare una ristorazione di alta e buona qualità considerando gli altissimi numeri da soddisfare.

Quello di cui vi parlo e racconto è Festambiente, una manifestazione che seguo fino dai primi anni e che è stato lo spunto per percorrere una strada basata sull’uso esteso del mondo vegetale tracciando scenari di gusto strettamente interconnessi con la salute, la prevenzione e i buoni piatti.
Anche quest’anno sarò presente per coordinare in generale il settore ristorativo, enorme e complesso in una manifestazione come questa, e nello specifico occuparmi del ristorante vegetariano con impronta fortemente mediterranea.
Una presenza ormai imprescindibile da questa festa e con un pubblico esteso di fedelissimi che non aspetta altro che l’estate per tornare a gustare ricette, piatti, proposte.
Durante lo svolgimento della festa, dal 5 al 15 agosto, vi racconterò meglio una serie di curiosità che ruotano intorno a questo faticosissimo lavoro di squadra che in condizioni spesso non proprio ideali cerca di fare il meglio possibile rispetto al mantenimento della qualità finale.
Già da subito voglio però segnalarvi la grande novità di quest’anno a livello di proposte ristorative.
La pizza Berberè, una pizza fatta con pasta madre viva, impasto base con farine semi integrali macinate a pietra che garantiscono un’altissima digeribilità rendendo la pizza più leggera più sana e più buona.
Le materie prime utilizzate sono semplici, biologiche e di incredibile fattura e provenienza, come il Pomodoro di Torre Guaceto e il Fiordilatte della Puglia Querceta, farine semintegrali biologiche macinate a pietra di grano, enkir, kamut, segale e mais.
La premessa sono le 24 ore di fermentazione lenta a temperatura ambiente con pasta madre viva, topping con prodotti di altissima qualità, biologici e da presidi slow food.
E ancora impasto alternativo realizzato con idrolisi degli amidi senza impiego di lievito, lavorazione non sottile dell’impasto che permette un pieno sviluppo degli alveoli, per una pasta leggera dentro e croccante fuori, utilizzo di ingredienti stagionali e molto altro ancora.
Insomma da provare e gustare totalmente.
Senza tradire troppo il ristorante che seguo direttamente io però!!!

Festambiente 2016 manifesto 518


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