La terapia del digiuno

Scritto da Giuseppe Capano il 22 ottobre 2014 – 22:26 -

Cover il digiuno 318 particolareParlare di digiuno in un blog che si occupa attivamente di cucina e sana alimentazione può sembrare un eresia se non fosse che questa pratica è in ogni caso legata allo stesso concetto di benessere su cui ruota il suo opposto.
Non a caso il digiuno è citato fin dagli albori della storia umana, in particolare nelle discipline religiose e filosofiche, come atto sublime di purificazione, una diramazione del più ampio concetto di benessere globale.

Una pratica controversa però con forti opinioni diametralmente opposte tra chi nell’ambito medico alimentare ne è a favore e chi, invece, è fortemente contrario e mette in guardia dai possibili danni organici.
Il libro in questione può aiutare a capire meglio le dinamiche organiche e funzionali che ruotano intorno alla pratica del digiuno, i comprensibili dubbi e perplessità, le paure ancestrali legate alla fame, la necessità di pulizia interna dell’organismo che in assoluto tutti hanno provato almeno una volta nella vita.
E lo fa con cura e gradualità spiegando come prima cosa il perché può essere necessario ricorrere alla pratica del digiuno, i possibili vantaggi e benefici che può portare, le modalità corrette da seguire, la durata differenziata in base agli obbiettivi e problemi del singolo soggetto, i punti che possono apparire oscuri e controversi.
Non trascura poi elementi di trasformazione positiva e parallela come l’agopuntura, l’importanza di valutare prima i parametri ematologici, la questione della durata, della preparazione preliminare del fisico, le regole da seguire durante il digiuno e cosa fare subito dopo per garantire una ripresa funzionale e graduale dell’organismo depurato.
Portando poi con se un numero consistente di esempi e esperienze di pazienti che sono ricorsi a questa pratica per superare problemi a volte anche gravi e invalidanti.
Una caso fra tutti la sclerosi multipla a cui nel libro è dedicato un intero capitolo con una minuziosa analisi dei vantaggi e effetti del digiuno su una delle patologie moderne più invalidanti.
Il libro è ben scritto e chiaro, spetta poi al lettore valutare la bontà o meno del metodo in base alla sua storia personale, leggendo alcune testimonianze i risultati di alcuni casi sono eclatanti, anche se ognuno di noi è sempre diverso dagli altri in termini di reazioni e risposte organiche.
L’ideale probabilmente è provare in maniera circoscritta e controllata seguendo i precisi consigli di un terapeuta di riferimento a cui, come si racconta comunque anche nel libro, è sempre il caso di affidarsi per un primo approccio corretto.
Di seguito la scheda di presentazione, per approfondimenti e acquisto andate invece qui.

Il digiuno è la reazione naturale che qualsiasi essere vivente adotta nei momenti in cui si trova in grande difficoltà, o addirittura in pericolo di vita, e che stimola l’organismo a reagire e ad autocurarsi con la maggior forza possibile. L’obiettivo di questo libro è indicare nel digiuno una nuova e naturale strada terapeutica dalle straordinarie potenzialità per le più diverse malattie. Sono, infatti, tantissime le patologie in cui il digiuno si è dimostrato particolarmente efficace, dall’ipertensione ai tumori, dall’artrite alle malattie cardiocircolatorie e all’obesità, dal diabete all’epatite, all’appendicite, alla sclerosi multipla e a tutte le patologie autoimmuni. Il libro si compone di alcuni capitoli che descrivono il digiuno e illustrano come affrontarlo correttamente. Chiudono il volume i capitoli che parlano degli effetti benefici del digiuno e le testimonianze di alcuni pazienti dell’Autore.

Cover il digiuno 518


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6 Commenti per “La terapia del digiuno”

  1. Elena Scrive il ott 23, 2014 | Replica

    Sì, sembra assurdo…ma basta fare qualche piccolo esperimento su di sé per valutare tutta l’efficacia del digiuno! io ho esperienza di brevissimi digiuni (36 ore) ma periodici e ricorrenti…a volte il blocco è solo psicologico…e si torna alla cucina con un entusiasmo rinnovato

  2. Giuseppe Capano Scrive il ott 23, 2014 | Replica

    Ciao Elena,
    confermo anche io, ho sperimentato come te brevi digiuni e l’effetto e rafforzante e aleggia una bella sensazione di pulizia interna e migliore percezione dei sensi.
    L’ostacolo maggiore è proprio quello mentale, ma in questo il digiuno è un altra ottima pratica perchè riuscirci vuol dire saper controllare con intelligenza da se l’alimentazione e non lasciare che il cibo sia quello che decide per te lasciando libero campo agli istinti incontrollati.
    E’ vero anche che bisogna farlo quando si è nelle condizione giuste e si può, inutile attuarlo quando si stanno facendo mille cose o si è in una situazione personale non favorevole.
    A presto

    Giuseppe

  3. Michele Tuveri Scrive il ott 23, 2014 | Replica

    ciao Giuseppe, nel mio piccolo, so di cosa si parla e posso confermare, sempre nel mio caso, che mi sono trovato bene praticando il digiuno, sia in caso di malattia (influenza e simili, quando viene naturale digiunare), sia a scopo depurativo. Parliamo di digiuni molto brevi, di 4 o 5 giorni, con altrettanti giorni di dieta per assecondare gradualmente la ripresa funzionale. Confermo che si deve avere una persona di riferimento. Per digiuni così brevi può andar bene anche un amico che sappia bene di cosa si tratta e ti consenta di digiunare anche nella sfera mentale ed emotiva, sollevandoti dalle incombenze pratiche. Secondo me, infatti, l’approccio è olistico.
    ciao e a presto
    michele

  4. Giuseppe Capano Scrive il ott 23, 2014 | Replica

    Ciao Michele,
    ben ritrovato.
    Grazie della tua ottima testimonianza, molto equilibrata il che è già segnale forte di quanto possa fare bene un digiuno controllato e consapevole.
    Credo che i tuoi brevi consigli possono già essere una buona traccia sulla strada da seguire!
    A presto
    Giuseppe

  5. cry68 Scrive il nov 3, 2014 | Replica

    davvero molto interessante. io non ho mai provato ma penso che sia davvero una pulizia profonda degli organi interni.
    ciao cry68

  6. Giuseppe Capano Scrive il nov 3, 2014 | Replica

    Ciao Cry,
    è sicuramente da provare anche per sentire da se gli effetti e se nel caso specifico e soggettivo è una pratica che porta un reale beneficio.
    Nel mio caso si, ma è giusto che ognuno possa provare e giudicare da se.
    Giuseppe

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