La triade uomo, terra, cibo

Scritto da Giuseppe Capano il 27 luglio 2016 – 13:01 -

Triade fagiolini, zucchine, pomodori 318Avevo già fatto una riflessione profonda sull’atto del donare senza interesse alcuno tanto che quelle parole sono state prese come filosofia di un gruppo su facebook.
Questo semplice atto si ripete quotidianamente con una frequenza altissima e penso contribuisca a mantenere nelle persone una senso di appartenenza e umanità profonda, sono azioni che non fanno rumore e “notizia” in questa società delle apparenze per cui se ne parla poco se non per nulla.

Scrivevo a suo tempo “Donare è una sorta di sentimento reciproco, nella visione di chi non concepisce il principio del dono è poco comprensibile questa reciprocità, si pensa al dono come a una perdita e a un rimanere meno ricchi.
Invece è proprio il contrario, intanto credo che nel donare (almeno parlo per me) paghiamo debiti di riconoscenza verso persone, cose e anime a cui dobbiamo immensità di vita.
C’è poi la riconoscenza verso gli istanti eterni vissuti in piccole gioie che appaiono gioie per noi e poco importa se appaiono sciocchezze per gli altri.
Più di tutto credo donare sia quel riscattare atti e passaggi un po’ vili e meschini che a tutti è capitato e capita di sostenere, raramente per un perché concreto, spesso per la natura stessa di ciò che siamo.
E in questo senso donare è una straordinaria occasione di riportare noi stessi al mondo e dirgli che gli apparteniamo.
Perché è questa paradossalmente la libertà, appartenere al mondo”.
Credo ancora più profondamente in questo proprio in un momento storico purtroppo “feroce” per moltissimi aspetti e credo che in generale al male faccia “male” e danno proprio il continuare a perseverare verso strade virtuose come il dono.
Svincolate da elucubrazioni mentali, interessi, finalità doppie, obbiettivi strani e egoistici, volontà di ingannare e così sulla scia di molte altre non relazioni vere con il gesto in se.
Che invece rimane un gesto rivoluzionario e fortissimo capace come la goccia di acqua che scende poco a poco di scavare profondi solcati di grande umanità e senso di vita.
Mi è capitato di rivivere nel profondo questo senso del dono oggi quando la famiglia che ci ospita in un breve soggiorno nello splendido Abruzzo ci ha gentilmente portato alcuni dei prodotti del loro umile orto.
Un fatto per me sublime anche perché porta un collegamento diretto con il cibo che io utilizzo nel mio lavoro, la terra che lo regala generosamente, l’uomo che lo sa sapientemente amministrare.
Una triade uomo-terra-cibo che è alla base del buon vivere.
Naturalmente questi doni diventeranno presto piatti che a mia volta donerò a voi!!!

Triade fagiolini, zucchine, pomodori 518


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2 Commenti per “La triade uomo, terra, cibo”

  1. Michele Tuveri Scrive il lug 31, 2016 | Replica

    buongiorno Giuseppe, grazie di questo post. Mi pare che insista, o almeno mi ci fa pensare, su una constatazione di fondo, quella dell’unicità del vivere, nel senso che, con uno sguardo globale, ci accorgiamo che in effetti siamo un tutt’uno, una “cosa” sola, almeno l’insieme mondo, umani, animali, piante. E così donare a te è anche donare a me. Insomma, con questo modo di donare, rompiamo la logica per cui, se qualcuno può donare, ci vuole per forza (per forza!) qualcuno che ne abbia bisogno. E tutti possiamo donare e ricevere senza che ci voglia qualcosa in cambio. Ed è davvero rivoluzionario: rompe il circolo vizioso per cui al “salvatore” serve una “vittima” e per ogni “vittima” ci vuole un “carnefice”. So che possono sembrare farneticazioni, ma si tratta di un salto di coscienza, di darci credito, con benevolenza, di saperci riconoscere nell’altro, riconoscendoci i suoi difetti, più o meno esasperati, e i suoi pregi, più o meno evidenti.
    Chiedo scusa se sono andato fuori della traccia del blog, sono e vogliono essere soltanto considerazioni rispettose che mi sono venute in seguito alla lettura del tuo post.
    buona giornata
    michele

  2. Giuseppe Capano Scrive il lug 31, 2016 | Replica

    Buongiorno Michele,
    a me pare invece che tu abbia colto perfettamente lo spirito di quello che ho scritto, direi di più, hai perfezionato al meglio il concetto che spesso nei post di un blog deve essere necessariamente stringato e circoscritto perché è nella natura dello strumento che non è ne un libro ne un articolo in senso stretto.
    Condivido quindi ogni singola e bella parola.
    E devo dirti mi fa molto piacere trovare riscontri perché questo concetto del dono è veramente difficile da far passare nella logica sociale in cui siamo purtroppo immersi.
    In questo senso è veramente un concetto rivoluzionario che soffre come spesso accade del dono (scusa il giro di parole) della semplicità concettuale.
    Succede come nell’ambito della salute legata all’alimentazione di cui mi occupo giornalmente: le soluzioni reali sono spesso di una semplicità disarmante, ma proprio per questo appaiono poco veritiere, le persone cercano spesso gli arcani, i misteri, i complotti, le responsabilità di altri (persone, cose, fattori, umori, contesti) per ritenere valido un rimedio anche se questo dal punto di vista oggettivo (pensa alla mille diete assurde che in tantissime si ostinano a seguire) è un assurdità.
    In ogni caso buona giornata a te!
    A presto
    Giuseppe

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