L’abbaglio del colore nero

Scritto da Giuseppe Capano il 19 marzo 2017 – 11:17 -

Panino nero 318Non dico cose particolarmente nuove, professionisti più preparati e bravi di me ne hanno parlato in abbondanza denunciando l’assurdità della cosa come la brava Simona Lauri che ne ha messo in luce anche l’ambiguità legale e la scorrettezza distributiva nei confronti del consumatore finale.
Una sorta di inganno formale oggi in voga senza che reali motivi logici vi siano alle spalle, ma pur non addentrandomi sui tanti aspetti già trattati in abbondanza una riflessione volevo farla anche io se non altro dal punto di vista del rapporto cucina e salute.

Ero a Roma per lavoro seduto all’ora di cena in un ristorante e nel cestino del pane compariva questo panino nero insieme ad altre tipologie, come credo tutti sanno si tratta di una variante alla moda in cui è presente il carbone vegetale.
Una sostanza che prima di essere un colorante avrebbe ben altre funzioni in alcuni casi specifici e quindi relativamente giustificati e motivati.
Mentre nel pane è semplicemente una degenerazione e una presa in giro per il consumatore finale se non altro perché si tratta semplicemente di pessimo pane con farine super raffinate, ad altissimo indice glicemico, con ingredienti di dubbia qualità e il tutto mascherato e coperto dal colore nero del pane.
Che non si capisce perché dovrebbe avere, il colore nero, un pregio particolare quando in realtà dovrebbe essere associato a ben altro essendo sinonimo ad esempio di bruciatura, alte temperature, formazione di sostanze fortemente cancerogene e così via.
Fosse stato rosso associabile al prezioso pomodoro ad esempio, verde a tutte le verdure a foglia che portano benefici incredibili all’organismo, ma nero quale è il senso di un attribuzione positiva al colore in se???
Nessuna per quanto c’è chi si prenderà cura di sostenere il contrario, piuttosto come sempre suggerisco voi non fermatevi alle apparenze e cercate di capire bene quello che avete nel piatto o vi viene proposto a tavola.
Questo panino è quanto di più deleterio potete consumare, non alcun pregio in se e se non fosse per il colore nero non esisterebbe neanche, i pochi sparuti semi di sesamo che compaiono come a volere rivendicare un alone di salute fanno una triste tenerezza.
Ciò che è incredibile è che la possibilità di migliorare il pane comune dal punto di vista nutrizionale, del colore, della forma, della sostanza e di molto altro, questa possibilità è ampia e spesso porta a migliorare tantissimo il profilo complessivo del pane consumato.
Possiamo usare le eccellenti e vere farine integrali già di per se colorate naturalmente, arricchire con farine di legumi colorate innalzando così la componente proteica, ricorrere ai colori degli ortaggi di stagione, usare in abbondanza i semi oleosi, la frutta secca in guscio, l’olio di oliva di alta qualità.
Insomma possiamo fare tante cose, tutte buone e sane, e allora quale è l’abbaglio che porta a pensare che il colore nero di una polvere studiata e realizzata per ben altro sia portatore di pregi che non ha???

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