L’anno orribile del miele e delle api

Scritto da Giuseppe Capano il 10 settembre 2016 – 18:24 -

Api 318Probabilmente a molti interesserà poco anche perché è un dolcificante bandito da molti regimi alimentari e tendenze dietetiche per le più svariate, e spesso a mio parere totalmente ingiustificate, motivazioni.
Eppure non esiste in natura un prodotto dolce così intimamente legato al clima e all’ambiente tanto che se scomparisse la sua produzione e quindi chi di questa produzione in maniera naturale se ne occupa sarebbe un guaio molto, molto grosso e serio per tutti al di la che si ami o no il miele.

È proprio di lui, infatti, che sto parlando e del triste crollo di produzione accertato per l’anno in corso dove si arriva a malapena a mille tonnellate.
Un livello negativo mai raggiunto da 35 anni a questa parte con crolli verticali del solo miele di acacia di ben 400 tonnellate in meno.
E il fatto che questa tendenza colpisca anche i Paesi dell’Est Europa, altri grandi produttori di miele, consola ben poco e anzi rende il tutto ancora più preoccupante perché segnala un malessere molto chiaro che coinvolge direttamente le api, la loro vita e il loro fondamentale operato per la biodiversità.
Probabilmente non era inaspettato questo crollo visto che da molto i produttori di miele hanno segnalato l’influenza nefasta e devastante dell’uso di determinati pesticidi in agricoltura a cui si somma il cambiamento climatico in atto e sotto gli occhi di tutti.
È soprattutto la questione dei pesticidi neonicotinoidi a portare più problemi in assoluto perché queste sostanze nel momento in cui sono impiegate nel mais e nei cereali non invernali sono un’attrazione irresistibile per le api lasciando in pegno ai maschi di questa specie una netta riduzione della fertilità.
A conferma di questo diversi soci Conapi, il Consorzio Apicoltori ed Agricoltori Biologici Italiani, hanno messo in luce una drammatica riduzione della spinta riproduttiva delle api in particolare in quei contesti ambientali in cui l’uso di determinati pesticidi è più spinto e frequente.
Se poi a tutti questi problemi di antica data si aggiunge la minaccia degli ultimi mesi riguardante la presenza preoccupante del parassita Aethina Tumida che svaligia le arnie, si riesce a immaginare molto bene le condizioni in cui si ritrova oggi il comparto produttivo di questo mio amatissimo dolcificante.
Che si conosce ancora veramente molto poco e non si immagina neanche lontanamente quali le bellissime applicazioni si possono fare in cucina e quali i tanti prodotti derivati dal miele che possono allietare la tavola sorprendendo per le loro notevoli note organolettiche.
Di tutto questo vedrò di parlare e approfondire meglio rimane intanto l’allarme e la fretta di prendere iniziative che sappiano tutelare l’ambiente naturale, chi in esso vive e trova cibo con cui produrre o sostenersi e l’uomo che trova così sostanze per differenziare il proprio regime alimentare.

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