L’arma vincente per alimentarsi in salute

Scritto da Giuseppe Capano il 5 giugno 2013 – 22:50 -

È abbastanza incedibile, siamo la patria della cucina mediterranea, ci vantiamo di poter insegnare al mondo come mangiare bene e con gusto, spesso in questo campo riteniamo di essere i migliori. E invece ci sbagliamo clamorosamente se è vero che una serie di recenti studi o semplici indagini conoscitive hanno rivelato che i ¾ degli Italiani non segue una dieta sana e adeguata agli standard di riferimento. In spiccioli la maggior parte di noi non consuma giornalmente la dose minima di frutta e verdura utile per la prevenzione di una immensa lista di patologie. Con il paradosso di credere spesso il contrario, cioè consolarsi e pensare di fare bene solo per aver mangiato una mela, un’arancia o un altro misero frutto magari integrato da un’anonima insalata recuperata all’ora di pranzo. Recuperata è il termine esatto, anche perché se non fatta e controllata da se un insalata di una normale tavola calda, mensa o bar è spesso puro tessuto vegetale vecchio e ossidato buono probabilmente solo per introdurre una certa percentuale di fibre, ma del tutto impoverito dalle altre nobili sostanze che dovrebbe contenere. Quindi crediamo, ci illudiamo di mangiare abbastanza vegetali, ma così non è, dobbiamo fare molto di più, far diventare consapevolezza assoluta il concetto che il minimo da assumere giornalmente sono 5 porzioni di frutta e verdure, un minimo che significa che se andiamo anche sul doppio di questo valore non possiamo fare altro che un gran bene a noi stessi. Perché poi non è difficile immaginare che ci possono essere giorni, momenti, contesti in cui le porzioni che si riescono a ingerire non arrivino magari che a 2-3, per cui è senz’altro meglio fare scorta abbondante di tutti quei nutrienti, come vitamine e Sali minerali, vera medicina della salute. Potrebbe essere utile ricordare, a questo proposito, che come evidenziano le più recenti ricerche assicurarsi costantemente il consumo di un minimale in frutta e verdura porta a ridurre del 35% il rischio di tumori. Ora quale è l’arma vincente che può fare la differenza rispetto al raggiungimento del livello base di consumo di vegetali? La cucina. Come anche la responsabilità sociale che ogni cuoco serio dovrebbe avere a cuore e mettere tra i suoi obbiettivi prioritari. Smettendo un poco di sentirsi un grande artista e ritornando a considerarsi meglio come un bravo artigiano del buon cucinare e alimentarsi. In questa ottica spero che il mio lavoro, nel blog e non solo, possa esservi di grande aiuto.È abbastanza incredibile, siamo la patria della cucina mediterranea, ci vantiamo di poter insegnare al mondo come mangiare bene e con gusto, spesso in questo campo riteniamo di essere i migliori.
E invece ci sbagliamo clamorosamente se è vero che una serie di recenti studi o semplici indagini conoscitive hanno rivelato che i ¾ degli Italiani non segue una dieta sana e adeguata agli standard di riferimento.

In spiccioli la maggior parte di noi non consuma giornalmente la dose minima di frutta e verdura utile per la prevenzione di una immensa lista di patologie.
Con il paradosso di credere spesso il contrario, cioè consolarsi e pensare di fare bene solo per aver mangiato una mela, un’arancia o un altro misero frutto magari integrato da un’anonima insalata recuperata all’ora di pranzo.
Recuperata è il termine esatto, anche perché se non fatta e controllata da se un insalata di una normale tavola calda, mensa o bar è spesso puro tessuto vegetale vecchio e ossidato buono probabilmente solo per introdurre una certa percentuale di fibre, ma del tutto impoverito dalle altre nobili sostanze che dovrebbe contenere.
Quindi crediamo, ci illudiamo di mangiare abbastanza vegetali, ma così non è, dobbiamo fare molto di più, far diventare consapevolezza assoluta il concetto che il minimo da assumere giornalmente sono 5 porzioni di frutta e verdure, un minimo che significa che se andiamo anche sul doppio di questo valore non possiamo fare altro che un gran bene a noi stessi.
Perché poi non è difficile immaginare che ci possono essere giorni, momenti, contesti in cui le porzioni che si riescono a ingerire non arrivino magari che a 2-3, per cui è senz’altro meglio fare scorta abbondante di tutti quei nutrienti, come vitamine e Sali minerali, vera medicina della salute.
Potrebbe essere utile ricordare, a questo proposito, che come evidenziano le più recenti ricerche assicurarsi costantemente il consumo di un minimale in frutta e verdura porta a ridurre del 35% il rischio di tumori.
Ora quale è l’arma vincente che può fare la differenza rispetto al raggiungimento del livello base di consumo di vegetali?
La cucina.
Come anche la responsabilità sociale che ogni cuoco serio dovrebbe avere a cuore e mettere tra i suoi obbiettivi prioritari.
Smettendo un poco di sentirsi un grande artista e ritornando a considerarsi meglio come un bravo artigiano del buon cucinare e alimentarsi.
In questa ottica spero che il mio lavoro, nel blog e non solo, possa esservi di grande aiuto.

È abbastanza incedibile, siamo la patria della cucina mediterranea, ci vantiamo di poter insegnare al mondo come mangiare bene e con gusto, spesso in questo campo riteniamo di essere i migliori. E invece ci sbagliamo clamorosamente se è vero che una serie di recenti studi o semplici indagini conoscitive hanno rivelato che i ¾ degli Italiani non segue una dieta sana e adeguata agli standard di riferimento. In spiccioli la maggior parte di noi non consuma giornalmente la dose minima di frutta e verdura utile per la prevenzione di una immensa lista di patologie. Con il paradosso di credere spesso il contrario, cioè consolarsi e pensare di fare bene solo per aver mangiato una mela, un’arancia o un altro misero frutto magari integrato da un’anonima insalata recuperata all’ora di pranzo. Recuperata è il termine esatto, anche perché se non fatta e controllata da se un insalata di una normale tavola calda, mensa o bar è spesso puro tessuto vegetale vecchio e ossidato buono probabilmente solo per introdurre una certa percentuale di fibre, ma del tutto impoverito dalle altre nobili sostanze che dovrebbe contenere. Quindi crediamo, ci illudiamo di mangiare abbastanza vegetali, ma così non è, dobbiamo fare molto di più, far diventare consapevolezza assoluta il concetto che il minimo da assumere giornalmente sono 5 porzioni di frutta e verdure, un minimo che significa che se andiamo anche sul doppio di questo valore non possiamo fare altro che un gran bene a noi stessi. Perché poi non è difficile immaginare che ci possono essere giorni, momenti, contesti in cui le porzioni che si riescono a ingerire non arrivino magari che a 2-3, per cui è senz’altro meglio fare scorta abbondante di tutti quei nutrienti, come vitamine e Sali minerali, vera medicina della salute. Potrebbe essere utile ricordare, a questo proposito, che come evidenziano le più recenti ricerche assicurarsi costantemente il consumo di un minimale in frutta e verdura porta a ridurre del 35% il rischio di tumori. Ora quale è l’arma vincente che può fare la differenza rispetto al raggiungimento del livello base di consumo di vegetali? La cucina. Come anche la responsabilità sociale che ogni cuoco serio dovrebbe avere a cuore e mettere tra i suoi obbiettivi prioritari. Smettendo un poco di sentirsi un grande artista e ritornando a considerarsi meglio come un bravo artigiano del buon cucinare e alimentarsi. In questa ottica spero che il mio lavoro, nel blog e non solo, possa esservi di grande aiuto.


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