Le belle notizie sul papavero da gustare a tavola

Scritto da Giuseppe Capano il 1 aprile 2017 – 11:32 -

Rosolaccio 518Sono stato un po’ influenzato in questi ultimi due giorni e quindi forzatamente a riposo per cui non ho potuto continuare qui sul blog l’approfondimento che avevo in mente sulle gustose foglie di papavero raccolte nei campi e trasformate poi in ben due ricette che vi presenterò prossimamente.
Lo faccio ora cominciando a raccontarvi come questa pianta dal nome latino Papaver rhoeas (almeno la varietà più diffusa da noi) cresce spontanea in molti campi con predilezione di quelli di cereali dove è considerata più che altro infestante e quindi poco piacevole la sua presenza per chi si occupa di queste coltivazioni.

Un peccato perché al pari di molte erbe selvatiche dei campi è una preziosa risorsa in cucina e il suo colore rosso del fiore è sempre un colpo al cuore di bellezza infinita!!!
Esistono molte varietà di papavero in verità e questo spiega in parte come dal punto di vista popolare e degli idiomi locali il papavero dei campi o comune viene chiamato in molti modi diversi, ma probabilmente il più comune e Rosolaccio che poeticamente significa “rosa dei campi” a indicare come dicevo prima la bellezza intrinseca del fiore.
Ma oltre che nei campi di cereali il papavero ha l’abitudine di crescere un  po’ ovunque, nei prati naturalmente anche se non è raro trovarlo ai margini delle strade e nei pressi degli spazi di vecchie case abbandonate.
Cresce libero e forte con un forte imprinting di natura per questo motivo in alcune aree del nostro paese è ora raro ritrovarlo, succede dove l’uso massiccio di erbicidi in agricoltura ne impedisce la libera crescita.
Se quando è in fiore rimane inconfondibile riconoscerlo prima della fioritura per la raccolta e la degustazione delle sue foglie è un po’ più difficile se non si viene guidati da un esperto dei campi, ma guardate che come esperto basta un comunissimo contadino o una nonna abituata da sempre a scorrazzare nei campi all’aperto per ricercare prelibatezze!!!
Altrimenti una buona foto può aiutarvi abbastanza sapendo anche che i teneri germogli di papavero si raccolgono unicamente all’inizio della Primavera e ancora prima di un passaggio in cottura sono buoni in insalata da soli o in un mix di misticanza con altre erbe di campo e insalate comuni.
Cucinato diventa un eccellente erba per realizzare da se ripieni di pasta fresca, gnocchi comuni di patate o con ricotta, preparazione di cereali in chicchi e classici risotti, contorni semplici con il passaggio in padella e insaporitori come buon olio d’oliva, aglio e peperoncino, veloci frittelline, buoni sformati e altrettanto buone zuppe.
Insomma un mondo di possibilità creative in cucina da realizzare con questa erba, che nella mia foto vedete anche come si presenta una volta cotta, come con tante altre presenti in questo periodo, serve solo la voglia di andare a raccoglierle!!!
Naturalmente fate sempre attenzione, una raccomandazione mai banale, se non siete sicuri di quello che state raccogliendo lasciate stare o fate controllare da chi è più esperto di voi, questo lo si dice spesso per i funghi, ma vale per qualsiasi cosa raccolta nei campi all’aperto.
Due ultime annotazioni, spesso vi ritrovate a usare questa pianta senza tanto pensarci, i semini  neri che spesso compaiono nel pane, come condimento o decorazione di tanti piatti non sono altro che quelli del papavero, solo che arrivano più che altro dalle varietà Papaver nigrum (papavero dai semi neri) e dal Papaver setigerum (papavero da semi).
Mentre con i rossi petali dei fiori è possibile ottenere una tintura rossa dovuta ai suoi antociani che soprattutto in passato veniva utilizzata dalle donne per truccare labbra e guance!

Rosolaccio cotto 03-2017 518


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