Le virtù della cucina sono molto profonde

Scritto da Giuseppe Capano il 28 giugno 2017 – 22:42 -

Arco di pietre 518Quando si pensa alle pietre l’immagine spontanea per la maggior parte delle persone è quella di masse più o meno piccole di un colore uniformemente grigio con varie venature e alcune eccezioni riferibili a quello che generalmente si conosce come marmo.
Non si penserebbe mai che invece il corollario di pietre presenti sulla nostra terra è qualcosa di straordinariamente vario, colorato, con disegni astrattamente belli e singole varietà estremamente affascinanti per via delle forme e delle tonalità lucenti.

Per capirlo bisogna andare in un museo della scienza e visitare con cura i reparti dedicati alla terra e ai minerali scoprendo un mondo che lascia stupefatti.
Soprattutto perché la tendenza a pensare alle rocce e alle pietre come confusi ciottoli monocromatici è molto diffusa e porta con se un significato importante.
La poca considerazione da un lato di quello che ci circonda e dall’altro la sottovalutazione delle varietà e quindi delle opportunità di scelta.
Quando ho visitato questo museo e mi sono imbattuto in questa arcata di varietà di pietre oltre alla bellezza e allo spontaneo paragone alla varietà altrettanto straordinaria di ortaggi, frutti, legumi, cereali e semi si è rinnovata la consapevolezza di quanto è diverso il mondo.
Sono diverse le pietre, gli alimenti, le persone, il clima, l’aria, le piante, i profumi e mille altre cose, la diversità è la più grande forza che esista, un immenso puzzle che ha bisogno di tutte le caselle per essere realizzato e continuare il suo percorso.
Rimane difficile da capire quindi chi della diversità non vuol sentir parlare e anzi cerca la monotonia delle pietre grigie uguali a se stesse perché sembra portare una sicurezza confortevole, ma che è fatta in realtà di grande povertà.
Noi che ci occupiamo di cibo, per professione o diletto, questo lo dovremmo sapere bene, il contrario sarebbe come portare a tavola ogni giorno pasta in bianco o con la sola variante rossa del pomodoro e li fermarsi.
Quanto poveri saremmo così? Quanto mortificati i nostri sensi e quanto compromessa la nostra salute da una linea alimentare monotematica e statica?
Ciò che rende grande un piatto è proprio la diversità degli ingredienti presenti, degli accostamenti azzardati, degli schemi superati e di quelli creati nuovi.
La cucina ha la capacità unica di riunire intorno a un idea e un concetto alimentare ingredienti sconosciuti senza che tali appaino, le mescolanze in simbiosi con elementi di supporto come gli insaporitori compiono quotidianamente autentici miracoli.
Sarebbe ora di prendere esempio dalla cucina per tutto il resto delle vicende umane, rubarne i segreti e capire quale strada magica la cucina riesce a percorrere per trasformare le diversità in occasione di gioia organolettica e di crescita sensoriale.
La pasta è buona con mille e più accostamenti ed è molto meglio quindi non limitarsi a mangiarla in bianco, allo stesso tempo la vita è bella se vista da tutte le diverse prospettive possibili senza limitarci a rinchiuderla nei confini dei nostri giudizi consolidati.

Arco di pietre orizzontale 518


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