L’efficienza sensoriale che può dare la cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 2 giugno 2017 – 23:01 -

Biologici anche i sensiL’uso delle spezie come abbiamo visto ha molte implicazioni, sullo sfondo ci sono tutte quelle legate al forte contributo nei confronti della salute preventiva e curativa, ma all’atto pratico la loro funzione aromatica e insaporente è quella che colpisce di più andando a toccare molteplici sensi.
La fisiologia sensoriale è una materia molto affascinante che con la cucina ha un rapporto strettissimo, tocca molti aspetti e uno su tutti è quello che ci rivela una perla di saggezza che dovremmo sempre tenere presente, ogni giorno e ogni istante.

I ricettori che sono alla base di ogni senso che abbiamo la fortuna di possedere passano la loro esistenza esposti agli stimoli ambientali esterni e in base a questi rilasciano una risposta che la nostra mente traduce in sensazioni più o meno precise.
Se succede che questi ricettori sono per un qualsiasi motivo esposti di continuo a uno stimolo uguale ripetuto nel tempo la loro capacità di reazione diminuisce sempre di più fino a quasi annullarsi.
Il sistema va in qualche modo in tilt, si innesca quella che chiamiamo comunemente abitudine sensoriale, un progressivo logorio percettivo che toglie ai sensi la loro funzione primaria.
Quindi la reazione a un gusto, un sapore, un odore, un profumo, un suono, un tocco, una vista di colori o non colori in qualche modo tende a scomparire.
Ciò che è chiaro da molto tempo è che i nostri sensi non sono nati per assecondare la continuità e la monotonia, se lo scopo è quello di tenerli al massimo dell’efficienza hanno bisogno che vi sia una rotazione di stimoli e un cambiamento costante delle situazioni esterne che devono recepire.
Tradotto in termini alimentari e di cucina questo significa che all’interno della nostra dieta quotidiana la varietà dei cibi scelti, cucinati e consumati è il segreto per tenere sempre in ottimo allenamento i nostri sensi.
La bocca che per noi amanti della cucina è l’organo principe avrà le migliori capacità di assaporare i piatti se profumi, odori, consistenze, struttura, tipologia e origine del cibo saranno sempre diversi.
Diversificazione, varietà, contrasti, novità, abbraccio di tutti i cibi compatibili con la nostra soggettività (esclusi quindi quelli che ci portano problematiche certe, se ce ne sono) sono le parole d’ordine che ogni buon degustatore deve tenere presente.
E essere un buon degustatore non è solo un fatto edonistico, serve a tenere in perfetta forma il nostro organismo e lasciarlo nelle condizioni migliori per reagire alle aggressioni a cui inevitabilmente è soggetto.
In pratica mangiate di tutto, variate il più possibile, seguite i mille prodotti vegetali che tutte le stagioni sanno regalarci sempre senza fermarvi a solo quello che conoscete d’abitudine!!!

Disegno Alimenti di stagione 518


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