Lenticchie tra varietà e curiosità

Scritto da Giuseppe Capano il 16 ottobre 2016 – 22:37 -

lenticchie-rosse-in-cucchiaino-orizzontale-518Per continuare un po’ il discorso di ieri sulle varietà dei cibi ecco una breve rassegna delle tipologie di lenticchie che è possibile reperire in commercio.
Le lenticchie sono forse il legume più accettato in assoluto anche da chi di solito non gradisce il genere alimentare, per mia esperienza ho visto poi che c’è un ottimo apprezzamento anche tra i bambini.

Per questo val la pena sicuramente di non ridursi nella scelta al solito formato o tipologia perché i risultati di gusto, sapore, consistenza colore e resa sono molto differenti e tutti molto interessanti!
In ogni caso tenete conto che siamo in presenza di centinaia di varietà diverse e qui faccio solamente un piccolo percorso tra quelle che conosco in maniera particolare, sicuramente tante altre buone e buonissime vale la pena di scoprire e apprezzare.
Iniziamo col dire che le lenticchie si differenziano per il colore (verde, marrone, rosso e anche nero) e la dimensione dividendosi in due categorie principali, quelle a seme grande o medio e quelle a seme piccolo.
Le prime hanno generalmente una buccia più tenace che ha sempre bisogno di essere ammorbidita con un ammollo.
Molte delle varietà reperibili in commercio sono di provenienza estera e tra quelle più pregiate e ad alta resa culinaria bisogna citare le lenticchie rosse o arancioni dall’ottimo gusto e consistenza cremosa, ma ancora di più le nere beluga a cui vorrei dedicare un intervento apposito perché sono estremamente interessanti.
Tra quelle Italiane di qualità che è possibile trovare sul mercato si distinguono:
Lenticchia di Ustica: a pezzatura piccola con una polpa tenera e saporita dal caratteristico colore marrone scuro, coltivata sui terreni vulcanici dell’isola seguendo le antiche pratiche manuali ha una produzione annuale bassa.
Lenticchia di Santo Stefano di Sessanio: minuscola e di colore scuro, marrone-violaceo, senza necessità di ammollo, sapore molto intenso, elevato contenuto di ferro.
Lenticchia dell’Armuña: malgrado l’origine spagnola è molto diffusa in Italia, ha un sapore unico e inconfondibile, consistenza particolarmente morbida, colore chiaro, aspetto più schiacciato e liscio rispetto allo standard.
Lenticchia di Castelluccio di Norcia: IGP, prodotta nei rilievi di Castelluccio all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, delicata al gusto, dimensioni molto ridotte, cottura veloce.
Lenticchia di Mormanno: eccellente sapore, piccole dimensioni, colore variabile dal rosa, al verde, al beige.
Lenticchia verde di Altamura: di dimensioni medio grandi, buona consistenza in cottura con semi che rimangono consistenti e compatti a fine cottura divenendo ideali per quelle preparazioni in cui interessa far vedere il legume intero, colore tendente al verde scuro e proprietà organolettiche oggetto di nuovi studi e approfondimenti.
Lenticchia di Villalba: di dimensione maggiore, colore verde marrone, molto consistente e polposa, con un alto e prezioso apporto proteico e di ferro e la prerogativa di migliorare la fertilità del terreno in cui viene coltivata.
Lenticchia di Rascino: prodotto tipico della provincia di Rieti dove è molto diffusa, dimensioni piccole e colore marrone con sfumature rossastre.
Lenticchia di Onano: tipica della provincia di Viterbo, sapore molto delicato e dolce, colore marrone chiaro con diverse striature, polpa incredibilmente cremosa con un’alta resa in passati, creme e vellutate di verdure.
Lenticchia di Colfiorito: coltivata in un altopiano umbro con dimensioni piccole, ottima qualità complessiva, colore tra il giallo, rosso e verde, particolarmente tenera, senza necessità di ammollo e tempi di cottura brevi.
Continueremo domani salvo imprevisti un approfondimento sulle lenticchie parlando della cottura!

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