L’era dei cavolfiori colorati

Scritto da Giuseppe Capano il 14 gennaio 2015 – 17:38 -

Cavolfiore cimetta 318Come spiegare a un bimbo il caos di una società, l’arroganza dei movimenti, la violenza delle persone, i drammi della gente, insomma tutto quello che purtroppo succede in questi giorni e per quanto si tutelino dalla televisione i bambini percepiscono?
Ci sono molti modi suppongo, ma se sei un cuoco non puoi non collegarti alla tua materia e al tuo mestiere raccontando per trasposizione una sorta di favola con protagonista l’ortaggio che in quel momento stai trasformando in ricetta.

Così è successo e davanti a una richiesta impellente di spiegazioni ho pensato di costruire una sorta di piccola favoletta con protagonista il cavolfiore per tentare di  chiarire almeno un po’ nella mente di un bimbo il valore della diversità e la sua importanza.
Non so quanto ci sia riuscito, intanto però la favola è piaciuta e la ricetta con il cavolfiore è stata consumata con molto gusto e soddisfazione.
Consiglio comunque di leggerla anche ai più grandi (insieme al mio post di una settimana fa), è un modestissimo racconto per carità, ma potrebbe tornare molto utile!!!
Ecco come si svolge.
Tanto tempo fa prima che il cavolfiore diventasse bianco ci fu un lungo tempo, una lunga era in cui ebbe potere di colorarsi a suo piacimento in base agli umori, le stagioni, il canto degli uccelli, l’umidità caratteriale della terra in cui nasceva e si posava.
Così nei mercati si trovavano cavolfiori di tutti i colori e le zuppe, le minestre, i contorni o le insalate potevano essere azzurre, gialle, nere, grigie, blu, rosse, viola, arancioni, marroni, rosa, verdi e così all’infinito.
Finito di gustare il cavolfiore dava allegria e la gente in strada si abbracciava di gioia, condivideva momenti e pensieri, si aiutava e non chiedeva nulla in cambio, c’era una sorta di euforia dei sapori e dei colori benefica, molto benefica.
Perché finì quell’era è ancora un mistero, si raccontano molte leggende e a fatica si intravede una verità, sembra però che a un certo punto qualcuno tirò fuori un libro, un vecchio libro e disse che su quel libro c’era scritto che il cavolfiore dovesse essere solo bianco.
Il libro pareva verità a molti e alla fine si convinsero che così fosse, eliminarono tutti i cavolfiori colorati e lasciarono solo quelli bianchi, man mano che nascevano colorati li eliminavano e così nel tempo nei campi si videro solo cavolfiori bianchi.
Solo il verde e il viola riuscirono in qualche modo a scampare alla selezione e si rifugiarono in alcune aree lontane cercando di non farsi notare troppo, ancora adesso in quelle lande li puoi ritrovare, ma oltre al colore non riescono più a dare l’euforia dei sapori e dei colori dei loro padri.
Nei paesi dove regna il libro che si è fatto verità ufficiale ci sono solo cavolfiori bianchi.
I colori e i sapori sono ricordi.
A tutti pare normale ormai mangiare cavolfiori bianchi.
Se sapessero…………………..

Cavolfiori colorati 518


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2 Commenti per “L’era dei cavolfiori colorati”

  1. anna goffi Scrive il gen 17, 2015 | Replica

    la favola era partita molto bene, ma poi sembra piantata li. Peccato, davvero perchè era carina

  2. Giuseppe Capano Scrive il gen 17, 2015 | Replica

    Buongiorno Anna,
    ha ragione, ma si è trattato più che di una favola completa di un abbozzo creato li per li tra i fornelli mente cucinavo e allo tesso tempo cercavo di spiegare alla mia bimba alcune cose, i tempi inesorabili della cucina hanno poi interrotto il tutto.
    Ci siamo poi ripromessi di continuare la trama del racconto con entrambi i contributi, dell’adulto e della piccola.
    Confido che riusciremo a completarlo.
    Grazie della visita e del commento.
    Giuseppe

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