L’olio a tavola, nella scelta e in bottiglia

Scritto da Giuseppe Capano il 4 febbraio 2018 – 20:14 -

Dibattito oof 2018 318Reduce dall’ultima edizione di Olio Officina Festival mi ritrovo a riflettere ancora una volta sulla straordinaria ricchezza sensoriale dell’olio ricavato dalle olive, una materia prima millenaria che si è saputo conservare nel tempo e oggi arriva finalmente a toccare livelli di qualità molto alti.
Non siamo semplicemente di fronte a un grasso puro e semplice, dentro si nasconde un anima profonda che si collega alla sua storia, alla fatica degli uomini e al loro sudore caduto nei solchi della terra, ai simboli della vita povera che per secoli ha portato dentro se.

Come anche all’intreccio con la religione, i riti, le processioni, i modi di dire, i sentimenti da esprimere, le tradizioni popolari e moltissimo altro.
Quale altro grasso possa vantare un tale spettro di prerogative è molto difficile dirlo e probabilmente, salvo smentite sempre ben accette, non ne esiste nessun altro.
Certo rimane ancora molto da fare, sia in ambito professionale che dal lato del consumatore finale e ad esempio manca la consapevolezza e capacità di sapere assimilare l’olio da olive di qualità nelle sue tantissime varietà e cultivar a singoli prodotti distinti tutti con una loro precisa identità.
Gli oli di qualità, infatti, hanno tutti la loro forte e precisa personalità che va conosciuta e indagata almeno a grandi linee.
Paragonata ai formaggi si potrebbe dire che come esistono chiari e forti differenze tra un taleggio e una fontina, un gorgonzola e un pecorino, un parmigiano e un caciocavallo, altrettante distinte differenze esistono tra i vari tipi di oli extravergini d’oliva.
Così come si tende a non scrivere mai di aggiungere un formaggio generico all’interno di una ricetta ben sapendo quali grandi differenze organolettiche potrebbero risultare nell’usare un tipo piuttosto che un altro, allo stesso modo non si può indicare e utilizzare un qualsiasi olio extravergine da olive.
Certo non è facile, serve conoscenza, studio, cultura, assaggi, confronti, sperimentazioni, ma è quello che si fa normalmente con qualsiasi altro prodotto di qualità di cui l’Italia è, fortunatamente, ricca.
E un aiuto in questo senso può arrivare anche da come si presenta l’olio, non solo a livello comunicativo, ma a cominciare proprio dal confezionamento e dalla bottiglia.
Che può essere una forte attrattiva come si vede da questa foto e come con lungimiranza nel festival si sottolinea a gran voce grazie a un apposito concorso che premia il modo più coinvolgente di mettere l’olio in bottiglia!!!

Bottiglie olio oof 2018 518


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