L’uomo, la storia e l’amore per ciò che produce

Scritto da Giuseppe Capano il 26 novembre 2014 – 21:19 -

Solidale marchio 318Cosa hanno di straordinario e unico i prodotti della terra? Voglio dire i prodotti frutto del sudore e del lavoro appassionato di chi vive intensamente il rapporto con i solchi del suolo che rivolta e rigira come un buon cuoco fa con un impasto?
Hanno di straordinario l’uomo, la sua storia e il suo amore, tutto riversato in quello che fa per vivere e di cui si preoccupa perché vuole, con forza vuole, che ciò che risulta alla fine della fatica sia il meglio che ci possa essere.

Dal punto di vista organolettico, ambientale, sociale, etico, di equilibrio naturale e rispetto dei cicli universali della vita, in questa visione il prodotto è una sorta di dono.
Un dono precisiamo bene e non un regalo, perché questo termine lascia intendere gratuità da arruffare indifferente all’equo compenso sociale che chi produce con così tanto amore dovrebbe poi ricevere.
Bisognerebbe poi riflettere sui tanti valori aggiunti che cibi, alimenti e elementi prodotti in questo modo si portano dietro e che nessun cibo industriale può vantare di avere in se, come anche nessun cibo della terra prodotto con gli standard dell’industria.
Che ha un preciso e utile scopo di sicuro, risulta indispensabile in una società come la nostra, essenziale per molte cose, a volte una benedizione pura, ma dei valori umani necessariamente si porta dietro ben poco.
E la questione dell’equo compenso sta finalmente travalicando i confini entro i quali si è sviluppata fino adesso, i nobili principi del commercio equo e solidale arrivano a toccare chi anche in Italia produce in maniera consapevole, responsabile e partecipativa.
Di questa bella svolta si parla ampiamente nel numero di dicembre di Cucina Naturale, un articolo che spiega molto bene motivi, obbiettivi e traguardi che il “solidale italiano” vuole toccare e raggiungere, i principi che intende rispettare, le prospettive che può aprire,  l’inclusione sociale che può favorire, la giustizia sociale e economica che può emergere e motivare sempre di più chi produce e chi consuma.
Leggete l’articolo, lo trovate a pagina 82 della rivista, perché è veramente interessante e utile!!

Terra coltivata 518


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