Non dimenticare

Scritto da Giuseppe Capano il 27 gennaio 2016 – 12:55 -

Libri del passato presente 518La memoria è importante in ogni ambito e non solo oggi dove si celebra una tristissima pagina dell’uomo fatta di una violenza totale e infinita quasi impossibile da raccontare.
Per fortuna i racconti, invece, sono tanti così come numerose le fonti a cui è possibile abbeverarsi per non trovarsi a giudicare i contesti della vita senza strumenti e conoscenze, soli e nudi a esprimere spesso solo sciocchezze e una vigliaccheria di fondo ancorata nell’animo umano.

Non dimenticare consente quindi di parlare meno e soprattutto pensare prima di parlare, andare a conoscere e sentire dentro fino in fondo ciò che il passato che passato non è ha da rivelarci e preziosamente donarci.
Questo vale per tutto e vale molto anche in cucina dove con frequenza si dimentica e non si conosce: gli alimenti, la loro origine, l’uso secolare dei vecchi, le abitudini e i perché delle trasformazioni nei piatti finali.
Schierarsi e combattere per un ideale, un obbiettivo, un sogno è lodevole, ma purtroppo spesso porta a vedere le cose solo dal proprio punto di vista, a non ascoltare le ragioni degli altri, a dimenticare il coraggio del dubbio.
La storia che sia sociale o alimentare dovrebbe essere il nostro faro sempre, ci ridimensiona e riporta al ruolo di persone, prima cosa persone solo dopo professionisti, geni, artisti, creatori, inventori, professori, insegnanti, critici o tuttologi.
La storia non è passata, viaggia in parallelo al presente e al futuro, sullo stesso piano la ritroviamo con l’oggi e il domani, un unica pagina il cui inizio può diventare improvvisamente la fine e i vincitori perdenti, i ricchi poveri, gli oppressi i liberi e per restare nell’ambito cucina il cibo meno considerato improvvisamente la star degli alimenti.
Occorre non dimenticare mai, i grandi maestri della cucina non hanno mai dimenticato nulla del prima così come i grandi uomini della storia.

Cucina del passato presente 518


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