Orti, legumi e abitudini di consumo

Scritto da Giuseppe Capano il 22 settembre 2016 – 23:20 -

nidi-di-ceci-318È stato molto interessante e coinvolgente l’evento tenuto al Muse e che vi avevo segnalato giorni fa dal titolo esemplificativo “Giro del mondo in un baccello”.
Perché in effetti di baccelli ne abbiamo visti diversi, mi ha sorpreso constatare le tante varietà di legumi presenti nell’orto di questo bel museo, sorprendente ad esempio vedere i fiori molto belli delle fave o le diverse piantine dei lupini, un legume da glorificare al massimo.

Di uno stesso legume vi erano tante tipologie diverse coltivate e se siete dalla parti di Trento oltre al coinvolgente museo vi consiglio vivamente di fare un salto all’esterno nell’ampio spazio verde e fare una visita all’orto per vedere e apprezzare il lavoro svolto dai responsabili del progetto.
Non c’è, infatti, didattica più efficace di vedere dal vivo piante, frutti e fiori, sentire il respiro metaforico delle piante, osservare le forme e il modo affascinante di adattarsi alla vita, al terreno, al clima, alla mano dell’uomo.
Oltre alle piante in vegetazione vi era un tavolo in cui si potevano osservare i “frutti” di queste piante essiccati e constatare così la multiforme espressione che i legumi sanno donare.
Sapere poi che in quei chicchi variopinti si nasconde un tesoro di salute e di livello nutrizionale alto aumenta ancora di più la bellezza dei legumi.
Su cui ruotano ancora molte remore a cominciare come è facile immaginare dalla loro “difficile” assimilazione e dai problemi di gonfiori che possono dare.
Ho spiegato nel mio intervento dialogando con il botanico responsabile del progetto e con l’amica Beatrice in rappresentanza del mondo del commercio equo e solidale quali possono essere i consigli per ovviare in parte a questo problema.
La cui soluzione, malgrado non totale, è in realtà molto semplice: consumare il più possibile legumi alternando le varietà e abbinandoli preferibilmente ai cereali integrali.
Diversi studi in varie parti del mondo hanno, infatti, dimostrato ampiamente come per l’organismo la frequenza di assimilazione di questi cibi è la spinta determinante per adattare la fisiologia personale verso una tolleranza via via sempre maggiore.
Cosa che non è difficile da credere se andiamo a vedere le abitudine sagge di molti contadini e della popolazione povera in generale che nei legumi poneva le basi concrete della propria sopravvivenza facendo così scorta preziosa di proteine e risentendo relativamente dei problemi di assimilazione che oggi sembrano così rilevanti.
Quindi una soluzione parziale è proprio l’opposto di quello che in molti fanno, spaventati dall’effetto fastidioso di gonfiore smettono di consumare legumi.
Dico parziale perché poi ognuno di noi è diverso e le dinamiche che possono influire sono molteplici, conta il nostro stato di salute in generale, se siamo o meno in sovrappeso, se abbiamo patologie legate all’alimentazione in corso e così via.
Ma i legumi continuano a rimanere alimenti estremamente preziosi e vale sicuramente la pena di cercare il modo di consumarli il più possibile!!!

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