Orto, la fatica che porta alla poesia della crescita

Scritto da Giuseppe Capano il 6 maggio 2012 – 21:04 -

Ortinparco 2012Negli ultimi post immagino che avrete notato alcune foto un po’ diverse dal solito, sia per i temi trattati che per la tipologia.
Mi riferisco in particolare al post sul computer saggio e a quello sulla televisione naturale, per entrambi il materiale per riflettere, meditare, ispirarmi e scattare foto con un’impronta naturale me lo ha dato l’edizione annuale di Ortinparco di cui vi avevo già parlato qui.

E da questo potete ben capire quanto sia interessante questa manifestazione incentrata sul valore dell’orto, un valore fortemente simbolico e metaforico, soprattutto in un’epoca di difficoltà oggettiva come questa.
Ma importante anche perché mette, direttamente o indirettamente, in primo piano il ruolo positivo e strategico dell’elemento vegetale (che sia verdura, frutta, cereale, legume o altro) per la nostra buona e sana vita, sempre che a lei ci teniamo veramente.
La risposta dovrebbe essere scontata e improntata al si, cioè ci teniamo tanto alla nostra vita, ma da come si alimenta la maggior parte della popolazione ricca (ricca in confronto a chi muore o quasi di fame) del pianeta la realtà è purtroppo ben  diversa e poco lungimirante.
Altro aspetto messo in evidenza è la valenza del lavoro manuale, della fatica che porta alla poesia della crescita, delle rinunce a fare altro per accudire piante che per molte altre persone sono del tutto “insignificanti”, mentre per chi le coltiva sono un profondo segno della propria presenza sulla terra e di un dare che non necessariamente deve essere indirizzato solo ai propri simili.
Comunque tornando alla bella edizione di quest’anno il tema principale era “Rifiuto risORTO”, ovvero come riuscire a creare un piccolo orto domestico utilizzando oggetti riciclati, dando spazio a fantasia e creatività. Tutto può essere riutilizzato e allora vecchi mobili e oggetti di uso quotidiano diventano contenitori dove far crescere piante, fiori e ortaggi. Orto sostenibile, ecocompatibile e riciclato, trasformando l’elemento decorativo in strumento per un nuovo abitare più responsabile.
E per questo protagonisti insoliti dell’esposizione sono stati computer, cucine, televisori, vecchi bidoni di plastica e tanto altro, e anche questo l’ho trovato tremendamente attuale, una forte spinta alla riflessione sull’insensatezza di buttare via impunemente cose che invece mantengono un fortissimo senso di utilità.
Basterebbe che la nostra intelligenza si applichi come dovrebbe invece di abdicare alla pigrizia dell’agiatezza di chi si può permettere di buttare via senza pensare.
Che dire, se l’anno prossimo ne avete la possibilità ricordatevi di questa preziosa esperienza di cultura e coltura umana.

Ortinparco 2012


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2 Commenti per “Orto, la fatica che porta alla poesia della crescita”

  1. Nadir Scrive il mag 7, 2012 | Replica

    l’ultima foto è bellissima. Come ti dicevo qualche mese fa, nel mio giardino abbiamo dedicato un pezzo a zona orto, e le soddisfazioni ci sono. Appena riesco voglio farci un post :)

  2. Giuseppe Capano Scrive il mag 8, 2012 | Replica

    Bene, aspetto di leggere il tuo post, sarà sicuramente interessante vista la passione che ci metti.
    A presto.
    Giuseppe

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