Ossa e alimentazione, l’importanza del sole e della cucina

Scritto da Giuseppe Capano il 6 aprile 2016 – 12:19 -

Cesto di frutta e verduraTra le tante patologie legate direttamente all’alimentazione, nel senso che dieta e cibi consumati ne condizionano in maniera concreta l’evoluzione, c’è anche quella che colpisce le ossa del corpo.
Sotto diverse forme pur se la principale è l’osteoporosi una condizione di forte fragilità ossea che può portare a conseguenze molto gravi se non curata adeguatamente.

Un adeguata alimentazione e il consumo abbondante di determinati cibi aiuta in maniera incisiva a prevenire la sua insorgenza, attenuare le conseguenze sull’organismo, aiutare ad evitare pericolose degenerazioni e condizioni di pericolo.
Curiosamente patologie ossee di questo tipo e l’interazione con l’alimentazione sembrano far parte solo di chi si trova in un’età avanzata, probabilmente perché il passare degli anni rende più “normale” considerare consumate le ossa.
Così si tende a intervenire a livello preventivo o di aiuto spesso solo troppo tardi quando in realtà è da subito che bisognerebbe tenere in considerazione alta la saluta delle ossa.
Bisogna considerare che lo sviluppo della massa ossea e la crescita più consistente avviene fra gli 11 e i 18 anni e fino ai 20-30 anni continua a svilupparsi fino a toccare il picco massimo (diverso da individuo a individuo) per poi iniziare a diminuire inesorabilmente.
Intervenire fin da subito con un attenzione al tipo di alimentazione seguita oltre allo stimolo nell’eseguire un adeguata attività fisica (condizione che è più facile avvenga rispetto a una buona dieta) è la strategia migliore per assicurarsi in tarda età le migliori condizioni possibili di ossa e affini.
Cardini di questo sono sostanze fondamentali come il calcio (sostanza assimilabile direttamente dai cibi) e la vitamina D (vitamina molto legata all’attività fisica e all’esposizione corretta al sole), poi in misura secondaria (ma comunque importante) proteine, frutta, verdura, altre vitamine come la C e la fibra.
Insomma l’alimentazione e soprattutto la cucina svolgono un ruolo importante sotto questo aspetto e “pensare” a cibi protettivi delle ossa anche per chi affronta i primi decenni della propria vita dovrebbe essere un impegno importante da tenere in considerazione, in primo luogo da chi professionalmente si occupa di salute e cucina.
Di tutto questo si è occupato con grande competenza un documento pubblicato da poco dalla National Osteoporosis Foundation ripreso in un articolo uscito domenica appena passata sul Corriere della Sera all’interno del supplemento salute.
Essendo in una condizione ancora di convalescenza non sono riuscito a segnalarvelo per tempo domenica, ma credo che a breve l’articolo comparirà sul sito del quotidiano.
Accanto alle notizie strettamente divulgative era presente come sempre una mia ricetta che ha cercato di tradurre in pratica golosa e buona le indicazioni date.
Ricetta che domani vi presenterò qui sul blog!!!

Sole 518


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