Patata fuorilegge

Scritto da Giuseppe Capano il 10 giugno 2011 – 10:48 -

patate

Nel tentativo di correggere stili alimentari devastanti e ormai fuori controllo recentemente le autorità americane non hanno trovato di meglio che prendersela con le patate, colpevoli in sostanza di essere il veicolo dell’introduzione scellerata di notevoli quantità di grassi già a cominciare dalla colazione del mattino.

Questo è sicuramente un fatto, ma è abbastanza ovvio che sono le abitudine a essere sbagliate, non certo il tramite che le rende nefaste, anche ipotizzando di far sparire la patata dalla faccia della terra è abbastanza prevedibile che i tramiti saranno poi altri o magari no, in fondo all’industria alimentare può bastare trovare un modo di rendere irresistibile il prodotto, fosse anche puro grasso riciclato.
Comunque alla patata sono state rivolte molte colpe, è stata messa di diritto nella lista nera americana degli alimenti e i nutrizionisti (oltre a tutti i personaggi che con questo ortaggio campano per ragioni diverse) si sono divisi e hanno espresso opinioni opposte.

I detrattori arrivano a sostenere che questo tubero è un alimento anacronistico, privo di una valenza nutrizionale positiva per la società moderna, in buona sostanza inutile e anche dannoso visto l’alto indice glicemico e l’elevata richiesta di insulina all’organismo. Chi lo difende sottolinea le componenti nutritive che apporta all’organismo e la sua tutto sommato neutralità calorica come alimento puro, la patata, infatti, non contiene particolari grassi di per se, sono i condimenti a trasformarla in altro.
Personalmente trovo alquanto stupido ritenere inutile un alimento pensando che eliminato questo sono automaticamente eliminate le problematiche di cui viene incolpato.

La patata è uno straordinario ingrediente, sicuramente il suo indice glicemico deve indurre a usarla con oculatezza così come la prerogativa a immagazzinare e raccogliere con facilità le sostanza grasse esterne, ma non per questo vanno dimenticati i suoi meriti positivi.
Come ha giustamente osservato Lorenzo Donini, professore di Scienza dell’alimentazione alla Sapienza, la patata non può diventare il “capro espiatorio di una società obesogena, il cui vero problema è la sedentarietà e la dieta ricca di alimenti di origine animale”.
Usata con intelligenza è un tramite altamente positivo per rendere più gradevoli e “accettabili” ai soggetti meno predisposti molto altri ortaggi e ingredienti di varia natura, senza considerare l’alto potere legante, la malleabilità della polpa e moltissimo altro.

Ci sarebbe da raccontare tanto, svelare segreti e trucchi, raccontare ricette emozionanti, lo farò magari più avanti, chissà il prossimo post potrebbe essere una bella ricetta con le patate.


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